Mercoledì, 07 Ottobre 2020 11:25

Nuovo potere di disposizione: prime indicazioni INL

Con circolare n. 5 del 30 settembre 2020, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce le prime indicazioni per un corretto utilizzo del potere di disposizione attribuito in via esclusiva al personale ispettivo alla luce delle novità introdotte dal d.l. n.76/2020 con l’art.12 bis che, in sede di conversione dalla L.  n. 120/2020, ha riformulato l’art. 14 del d.lgs. n.124/2004. Il nuovo testo prevede infatti la possibilità di adottare la disposizione in tutti i casi in cui le irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale non siano già soggette a sanzioni penali o amministrative e in materia di prevenzione infortuni, nonché per l'applicazione di norme obbligatorie per cui sia attribuito all'Ispettorato dalle singole leggi un apprezzamento discrezionale. L’articolato normativo vuole dunque favorire, attraverso l’ordine impartito dall’ispettore del lavoro, il rispetto di tutte quelle norme che sono sprovviste di un presidio sanzionatorio.

La riedizione dell’art. 14 del d.lgs. n. 124/2004 – precisa l’INL - non incide sulla vigenza degli artt. 10 e 11 del d.P.R. n. 520/1955 che disciplinano l’originario potere di disposizione. Parimenti, in relazione alle diverse tipologie di disposizione, permangono differenti regimi sanzionatori. L’Ispettorato ritiene inoltre che il nuovo potere di disposizione possa trovare applicazione in relazione al mancato rispetto sia di norme di legge sprovviste di una specifica sanzione, sia di norme del contratto collettivo applicato anche di fatto dal datore di lavoro. Non appare invece opportuno il ricorso al potere di disposizione in riferimento ad obblighi che trovano la loro fonte in via esclusiva in una scelta negoziale delle parti, fermo restando che, qualora tali obblighi abbiano natura patrimoniale, sussiste sempre la possibilità di ricorrere alla conciliazione monocratica o alla diffida accertativa. L’Istituto si sofferma infine proprio sul raccordo fra i tre istituti: conciliazione, diffida e disposizione in relazione alla mancata corresponsione di somme spettanti al lavoratore.

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