Lunedì, 16 Ottobre 2017 11:15

Equo compenso, Sacconi invita il Governo ad essere esplicito

"Il confronto tra Commissione Lavoro del Senato e governo sull’equo compenso deve svolgersi nel segno della trasparenza. Ipotizzare attraverso la nota della segreteria tecnica di un sottosegretario che occorre un negoziato con la Commissione europea è un modo ipocrita per cercare di fermare il provvedimento. L’ipotesi parlamentare non reintroduce il sistema tariffario, peraltro tuttora presente in Germania perché compatibile con il diritto europeo, ma si limita a ribadire i vigenti criteri ministeriali ad uso del giudice chiamato a risolvere un contenzioso, definendo una presunzione di nullità, salvo prova contraria, delle clausole contrattuali che non li rispettano.

Mai la Commissione Europea ha contestato questi criteri perché non poteva farlo. Così come mi auguro che il Mef non ipotizzi oneri aggiuntivi per le amministrazioni pubbliche partendo dal presupposto della possibile gratuita delle prestazioni professionali. Sarebbe infatti un presupposto in contrasto con quei criteri e con l’art. 36 della Costituzione". Così il Presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, in una nota pubblicata sul sito "Amici Marco Biagi", dopo il freno dell'Esecutivo al ddl sull'equo compenso. Lo scorso 11 ottobre, infatti, sono stati presentati in Commissione lavoro del Senato due pareri tecnici che bocciavano la proposta di legge del Senatore.

"Se il Governo è contrario all’equo compenso lo deve dire al Parlamento in modo esplicito - continua Sacconi - nonostante abbia recentemente approvato un ddl in materia per i soli avvocati. La tesi mercatista, secondo la quale il mercato deve essere privo di regole per esprimere tutta la sua energia benefica confligge con la constatazione della rincorsa al ribasso della remunerazione e della qualità delle prestazioni. In ogni modo, la Commissione Lavoro presto voterà sugli emendamenti o sulle proposte sospensive e ciascun gruppo parlamentare dovrà esprimersi rendendo evidenti tutte le volontà politiche. Compresa quella del Governo", conclude.