Giovedì, 08 Giugno 2017 12:09

Foggia: la crisi dei voucher ferma la manodopera

Senza i voucher tornano a galla le forme di lavoro irregolare. In attesa che il lavoro accessorio trovi una nuova regolamentazione, i Consulenti del Lavoro della provincia di Foggia sollevano alcune perplessità. La nuova proposta prevede l'utilizzo dei buoni lavoro solo nelle imprese sotto i 5 dipendenti e per impieghi temporanei. Una soluzione troppo riduttiva secondo il Presidente del Consiglio provinciale dell'Ordine di Foggia, Massimiliano Fabozzi, che sulla Gazzetta del Mezzogiorno commenta: "Parliamo di lavoro occasionale, questi strumenti sono nati per sostituire il pizzaiolo che s'ammala il sabato sera, la commessa che ha un'indisposizione e così via. Non voglio difendere i voucher a prescindere, sono consapevole dei guasti che hanno portato. Però ora ho l'impressione che il lavoro nero stia drasticamente tornando".

Secondo Fabozzi, la quota di lavoro nero in Capitanata ha ripreso a crescere dopo aver subito una riduzione di oltre il 60% quando si potevano utilizzare i voucher. Tra i settori della provincia foggiana più coinvolti dai buoni lavoro quello del turismo e della ristorazione. "Nei villaggi turistici, nei ristoranti, nelle sale ricevimenti e in tutti quei luoghi dove le assunzioni sono temporanee e legate alla occasionalità dell'evento - sottolinea il Presidente - si sono perse diverse opportunità di lavoro. Tutta la manodopera extra che c'era prima è stata lasciata a casa o richiamata a nero". Gli imprenditori locali, fa notare, si dividono in due categorie: "quelli che lavorano in nero e l’hanno fatto anche quando c’erano i voucher e quelli che senza più i voucher hanno rinunciato a qualsivoglia manodopera oppure sono ricorsi a quelle forme contrattuali poco flessibili, come i contratti di lavoro intermittente, decisamente meno agili rispetto ai voucher perchè obbligano il datore di lavoro a comunicare l’assunzione un giorno prima e devono farlo attraverso il consulente. O con il part-time verticale. Con i voucher bastava andare dal tabaccaio, acquistare il buono anche un’ora prima e il gioco era fatto".

Facendo un bilancio sull'utilizzo dei voucher Fabozzi ritiene che gli stessi avevano incrementato le opportunità di lavoro che oggi, invece, "sono diventate minime e più ristrette per i lavoratori, perchè l'azienda corre un doppio rischio: teme la vertenza del lavoratore se il rapporto a tempo determinato diventa più duraturo e poi c'è sempre lo spauracchio delle ispezioni, che ovviamente vanno fatte e, anzi, è bene che ci siano per scoraggiare ritorni al passato. Solo che in queste condizioni la flessibilità viene meno, aumenta la burocrazia e questo danneggia anche il lavoratore", ha concluso.

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