Lunedì, 30 Luglio 2018 13:10

La "sterilizzazione" dei contributi dannosi si applica anche agli autonomi

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 173 depositata il 23 luglio 2018, ha fissato il principio della cd. “sterilizzazione” dei contributi dannosi maturati successivamente al raggiungimento del requisito minimo contributivo anche per i lavoratori autonomi. La Corte ha così sancito l’illegittimità costituzionale della disparità di trattamento tra i lavoratori subordinati e gli autonomi del citato principio per il calcolo della pensione, così come previsto dall’art. 5, comma 1, della Legge n. 233 del 1990 e dell’art. 1, comma 18, della Legge n. 335 del 1995. Le due discipline pensionistiche, infatti, per la Corte "non ostacolano all’applicazione del principio della esclusione dei contributi dannosi anche alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi iscritti all’INPS, in considerazione della stessa valenza generale del suddetto principio, che si impone nell’ordinamento pensionistico al di là del pluralismo delle gestioni e dei regimi".

Le due rifome sono state ritenute illegittime nella parte in cui non prevedono che, nel caso di esercizio da parte del lavoratore autonomo, successivamente al momento in cui abbia già conseguito la prescritta anzianità contributiva, la pensione liquidata non possa essere comunque inferiore a quella che sarebbe spettata al raggiungimento dell’età pensionabile calcolata con i contributi minimi già versati, escludendo quindi dal computo i periodi successivi e la relativa contribuzione meno favorevole e perfino "dannosa".

Nel caso in esame il ricorrente era titolare di un trattamento pensionistico ottenuto attraverso il cumulo della contribuzione versata prima come lavoratore dipendente e poi come lavoratore autonomo iscritto alla relativa gestione speciale dell’assicurazione generale obbligatoria. La Corte d’Appello di Trieste ha sollevato l’illegittimità costituzionale delle norme citate per contrasto all’art. 3 della Costituzione “per violazione del principio di parità di trattamento con i lavoratori subordinati nella parte in cui non prevedono l’applicazione anche ai lavoratori autonomi del principio di neutralizzazione dei contributi dannosi”. L’Inps ha, poi, invocato una lettura rigorosa delle norme che non lascerebbe spazio al principio di neutralizzazione, ma i giudici costituzionalisti hanno stabilito invece che lo stesso principio debba essere riconosciuto anche ai lavoratori autonomi, in quanto sarebbe irragionevole che la prosecuzione dell’attività lavorativa dopo il pensionamento “determini il paradossale effetto di ridurre la pensione”.

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