Giovedì, 25 Maggio 2017 07:26

Come favorire la ripresa occupazionale nei Paesi UE

Nonostante una lieve ripresa dell’economia europea e dei livelli occupazionali, la carenza di lavoro e la disoccupazione, specie quella giovanile, hanno raggiunto livelli inaccettabili nei Paesi europei. Ad un mese dalla cerimonia per i 60 anni dei Trattati di Roma, e in un momento in cui “lavoro, diritto, costituzione” rappresentano argomenti caldi per la Categoria abbiamo intervistato a Bruxelles il Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati, Luca Visentini.

“Dobbiamo cambiare le politiche economiche dell’Unione Europea. Le politiche di austerità che sono state l’unica ricetta con cui si è cercato di rispondere alla crisi economica degli ultimi anni hanno mostrato la loro inefficacia nel risolvere il problema”, ha dichiarato Visentini aggiungendo anche che è necessario rilanciare una nuova politica economica basata su due elementi: il rilancio degli investimenti pubblici e il rilancio della domanda interna. Il Segretario Visentini si è poi soffermato sui diritti in materia di lavoro e sulle norme europee che disciplinano e introducono, in un quadro giuridico globale, le norme europee nazionale e le riforme che si sono susseguite negli ultimi anni. Quest’ultime non hanno risolto il problema della disoccupazione perché – secondo Visentini – non è stata adottata la giusta direttiva e anche perché esistono grosse disparità tra i vari Paesi appartenenti all'Unione europea: sia nei sistemi giuridici nazionali e sia comparando i vari mercati del lavoro europei.

“Ecco perché a livello europeo si sta discutendo sulla creazione di un pilastro dei diritti sociali con lo scopo di ridurre i margini di divergenza esistenti tra i vari Paesi e per garantire pari diritti ai lavoratori degli stati membri, oltre ad ipotizzare diritti e forme di protezione garantite per tutte quelle nuove posizioni lavorative nate negli ultimi anni e non ancora disciplinate a livello giuridico”, ha concluso Visentini.


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