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Venerdì, 28 Aprile 2017 12:55

Flick, Consulenti centrali legalità lavoro

"Per rileggere e per riscrivere la Costituzione occorre ricordare alcuni principi e valori fondamentali regolatori della convivenza civile che sono presenti in essa. Tra loro assume un particolare rilievo lo strettissimo nesso che unisce "in matrimonio” due pilastri della nostra vita democratica: la dignità ed il lavoro. Quest’ultimo altrimenti diverrebbe lavoro forzato e schiavitù; non c’è, non ci può essere lavoro senza dignità né dignità senza lavoro". Così il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick intervenendo al 9° Congresso nazionale dei Consulenti del Lavoro sul tema "Lavoro, dignità e Costituzione". 

Secondo il Presidente Flick è necessario cogliere il significato della dignità e del lavoro come inseriti nella Costituzione. La dignità costituisce un concetto filosofico astratto, che rischia di restare tale o di trasformarsi in una specie di ordinanza di polizia o in un manuale di educazione: troppi soggetti smettono di essere dignitosi per diventare o restare dignitari. Ma la dignità nella Costituzione rappresenta al tempo stesso un concetto estremamente concreto e riguarda la pari dignità sociale: quella del disoccupato, del migrante, del detenuto, dell’anziano, del malato, del bambino; la dignità di tutti quei soggetti per i quali la Costituzione pone un traguardo di parità sociale, che si realizza soprattutto attraverso il lavoro. "Il lavoro è la chiave essenziale per aprire le porte della Costituzione alla dignità della persona", sostiene Flick."Il lavoro è una chiave che va tenuta 'lucida', adeguata alla realtà dei tempi e in questo è centrale il vostro ruolo - sottolinea rivolgendosi ai Consulenti del lavoro - perché potere dare il vostro contributo a tutela della legalità".