E' annullabile per dolo la conciliazione effettuata in sede sindacale se il datore di lavoro dichiara in esubero una posizione che successivamente affida ad un neoassunto. A stabilirlo la sentenza 8260/2017 della Cassazione che ha accolto le censure di un lavoratore di una società farmaceutica che, in una procedura di licenziamento collettivo, ha sottoscritto un verbale di conciliazione in sede sindacale e poi ne ha chiesto l'annullamento, sostenendo di essere stato dolosamente indotto a firmarlo sull'assunto, rivelatosi poi falso, che la sua posizione professionale rientrasse tra quelle eccedenti. Sennonché, poco tempo dopo, la società ha assunto un altro lavoratore per la stessa posizione che era stata ricoperta dal ricorrente. Il lavoratore ha impugnato la conciliazione e ne ha chiesto l' annullamento per vizio del consenso derivante da dolo.
Secondo la Corte, poiché la società ha incluso la posizione del dipendente tra quelle in esubero e poco tempo dopo ha assunto un altro lavoratore per la medesima posizione, essa ha tratto in inganno il lavoratore.
L'intera vicenda è stata approfondita nell'articolo di oggi a pagina 31 di Norme e Tributi de Il Sole 24 Ore, disponibile nel servizio di rassegna stampa nazionale quotidiana riservata ai Consulenti del Lavoro iscritti al sito di Fondazione UniversoLavoro.
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