La legge di bilancio 2017 introduce importanti novità per il regime IRI (Imposta sul Reddito delle Imprese), disciplinato dall’articolo 55bis del decreto legislativo n. 232/2016.
Il testo unico sulle imposte, come spiega in web tv l’esperto della Fondazione Studi, Massimo Braghin, legittima le imprese individuali e le società di persone ad esercitare l’opzione IRI solo se rientrano in un regime di contabilità ordinaria. L’opzione, tuttavia, è estesa anche alle SRL che hanno scelto un regime di trasparenza.
Il nuovo regime IRI consiste in una tassazione agevolata per la quota di reddito non prelevata direttamente dagli imprenditori e dai suoi soci. Le quote di reddito non prelevate e in giacenza in azienda verranno assoggettate ad un’imposta sostitutiva parificata all’IRES attuale, ovvero al 24%; invece, tutti gli utili e le quote degli anni precedenti, già prelevati dagli imprenditori o soci dell’azienda, saranno soggette a tassazione normale con una aliquota IRPEF progressiva, oltre alle addizionali comunali e regionali.
È possibile scegliere il nuovo regime attraverso un’apposita opzione nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d'imposta cui è riferita la dichiarazione (per l’anno 2017, si tratta del modello UNICO 2018) e con una valenza quinquennale, rinnovabile allo scadere del quinto anno.
Al termine del suo intervento, Braghin si è soffermato sulla convenienza del nuovo regime in caso di aziende con utili elevati.
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