Martedì, 21 Febbraio 2017 15:29

Ricollocazione, estensione e caratteristiche dei destinatari

Tutti coloro i quali si trovino in stato di disoccupazione involontaria fanno parte di una popolazione molto variegata e con potenzialità occupazionali diverse. Si tratta di soggetti in grado di trovare nuovamente lavoro stabile in tempi molto rapidi, ma anche di soggetti che passano da un contratto a termine all’altro oppure di supplenti della scuola che si vedono rinnovare l’incarico dopo la pausa estiva al termine dell’anno scolastico, di chi svolge lavori stagionali, di chi perde il lavoro per la chiusura della propria azienda fino a chi subisce un licenziamento per giusta causa. È questa la platea esaminata dall'Osservatorio Statistico di Categoria nella sua ultima indagine sull'assegno di ricollocazione, in cui vengono presi in esame i potenziali destinatari di questo nuovo strumento di politica attiva del lavoro e le loro caratteristiche.

Dall'indagine si evince che i disoccupati involontari percettori di Naspi con maggiori possibilità di ricevere l'assegno appartengono principalmente al genere maschile (59,9%), hanno almeno 50 anni (63,7%), hanno conseguito il diploma di scuola media (61,9%) e provengono da un contratto di lavoro durato oltre 2 anni (77,6%).

Rilevante è anche la variabile territoriale analizzata nel rapporto dell'Osservatorio. La probabilità di trovare un lavoro entro i primi 4 mesi supera il 33% per chi ha lavorato in Lombardia (35,1%), Piemonte (34,9) e Friuli Venezia Giulia (34,2); mentre non supera il 25% in Calabria (19,1%), Sardegna (19,3%), Sicilia (21,2%), Campania (22,8) e Puglia (24,1). In queste regioni del Mezzogiorno si concentra anche la quota maggiore di popolazione che risulta esclusa dai servizi di politiche attive. Di converso, la quota di potenziali beneficiari dell’assegno di ricollocazione si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, laddove la quota supera il 60% nelle regioni insulari, in Campania, in Calabria e in Valle d’Aosta: regioni legate a contratti di lavoro di tipo stagionale che non permettono di raggiungere il numero di contributi necessari ad avere più di 4 mesi di Naspi.

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