Venerdì, 20 Maggio 2022 17:01

Pari opportunità, dal 23.6 l'invio del rapporto al ML

Sarà operativo dal prossimo 23 giugno, sul sito https://servizi.lavoro.gov.it, l'applicativo informatico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con cui inviare, per il solo biennio 2020-2021, il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile delle aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti, i cui termini e modalità per la redazione sono stati definiti dallo stesso Ministero con il decreto interministeriale del 29 marzo 2022. Il provvedimento, firmato dal Ministro Andrea Orlando, di concerto con la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, attua quanto previsto dall’art. 46 del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, modificato dalla Legge n. 162 del 5 novembre 2021. Nel testo, all'art. 2, si legge, infatti, che per il solo biennio 2020-202 le aziende devono redigere il rapporto esclusivamente in modalità telematica, inserendo le informazioni contenute nell’Allegato A del decreto e utilizzando l'apposito applicativo per l'invio, che dovrà avvenire entro il 30 settembre 2022. Per i bienni successivi, invece, resta confermata la data del 30 aprile dell'anno successivo alla scadenza di ciascun biennio. Al termine della procedura informatica, qualora non vengano rilevati errori o incongruenze, l'applicativo rilascerà una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto da inviare, unitamente alla ricevuta, sia al datore di lavoro che alle rappresentanze sindacali aziendali. Il servizio informatico, precisa il Ministero, attribuisce alla Consigliera o al Consigliere regionale di parità un identificativo univoco per accedere ai dati contenuti nei rapporti trasmessi dalle aziende, al fine di poter elaborare i risultati da trasmettere, successivamente, alle sedi territoriali dell'Ispettorato del Lavoro, alla Consigliera o al Consigliere nazionale di parità, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'ISTAT e al CNEL.

 

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