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Sabato, 30 Settembre 2017 09:45

Giovani e nuove prospettive del mercato del lavoro

A cura di Pietro Latella, Presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Consulenti del Lavoro

Il mercato del lavoro è in costante cambiamento e di conseguenza anche i processi organizzativi. Sono, soprattutto, le nuove tecnologie ad impattare notevolmente sui processi strategici e a "trasformare" le aziende. Ma sarà proprio così? La digital trasformation porterà reali benefici? Le nuove tecnologie ridurranno i posti di lavoro?

Queste e tante altre sono le domande che si pongono i giovani di oggi pensando al lavoro di domani. Orientamento all’innovazione e predisposizione al cambiamento rappresentano gli argomenti su cui si dovrebbe fondare il confronto attuale. Oggi più che mai i giovani devono essere aperti a nuove idee e soprattutto a nuovi approcci professionali, così da essere pronti a individuare e cogliere le opportunità che si possono presentare. Alle porte della terza rivoluzione industriale nasce l'industria 4.0, un’evoluzione socio-economica, figlia di un cambiamento epocale, nel quale i vecchi processi economici sembrano giunti a livelli di saturazione, incapaci di offrire nuove opportunità di rilancio.

Bisogna pensare quindi ad un nuovo concetto aziendale, sviluppato sul “bottom up” di gestione del personale, ovvero che nasce dal basso e che sappia coniugare le necessità della popolazione aziendale con le opportunità di crescita della produttività.
Negli ultimi 10 anni l’industria europea ha vissuto un periodo di grande crisi e la situazione italiana non è stata da meno, anzi. Si pensi che il potenziale industriale italiano è diminuito del 19,5%, mentre quello tedesco è aumentato del 6,5%.

Secondo un report effettuato da "Accenture Institute for high performance", allo stato attuale dell’industria e dei processi produttivi, la crescita nel 2035 sarà di un punto percentuale. Applicando però i concetti dell’industria 4.0 e dell’intelligenza artificiale, la crescita potrebbe potenzialmente quasi raddoppiare, raggiungendo l’1,8%. Contrariamente al trend europeo, nei paesi asiatici come Giappone e Cina, la robotica è parte integrante, già da tempo, delle catene di montaggio. É grazie all'impiego dei robot, che la produzione di questi Paesi risulta quasi triplicata rispetto al resto delle nazioni. Si pensi che nella Corea del Sud sono presenti 4 robot ogni 100 operai e molti dei processi produttivi risultano ormai totalmente automatizzati. Tuttavia nei paesi occidentali questo avviene a rilento. Le nuove tecnologie stentano ad entrare nelle nostre aziende. La diffidenza continua a rallentare l'adozione delle nuove tecnologie. IBM ha sviluppato Watson, la prima intelligenza cognitiva, che riesce a interagire direttamente nei processi aziendali: dalle relazioni con i clienti all’analisi delle personalità. Siamo entrati (forse senza accorgercene del tutto) in una nuova era dove la macchina non diventa più semplice strumento di lavoro dell’uomo, ma affianca i lavoratori nei processi produttivi e a volte anche in quelli decisionali.

Tutte queste argomentazioni portano i giovani a maturare la necessità di un dibattito che possa spiegare i dubbi, che possa fornire elementi di valutazione e che aiuti a comprendere quali possano essere i nuovi scenari professionali di domani. Oggi più che mai, all’alba dell’Industria 4.0, dobbiamo interrogarci sulla trasformazione dei processi lavorativi, guardando alla tecnologia come uno strumento a disposizione del mercato del lavoro e non come un pericolo.

Il lavoro di domani non è una ricetta scritta, non rappresenta un cammino già tracciato, ma sarà il frutto di ciò che i giovani di oggi saranno in grado di pensare, di progettare, di costruire.