Lunedì, 30 Gennaio 2017 09:18

Chiarimenti INPS: il caso degli ISEE “difformi”

Al riguardo, si ricorda che l’Istituto determina l’ISEE sulla base delle informazioni autodichiarate dal cittadino, dei dati acquisiti dall’Agenzia delle entrate e di quelli dei propri archivi. L’Agenzia delle entrate effettua appositi controlli  per verificare se vi sia corrispondenza tra quanto indicato dagli utenti e le informazioni presenti nell’anagrafe dei rapporti. Se da tali controlli risultano omissioni o difformità, l’Agenzia rende disponibile all’INPS tali anomalie evidenziando nelle annotazioni dell’attestazione ISEE le specifiche delle omissioni/difformità.

Dal 1° gennaio 2017, la procedura intercetta le attestazioni ISEE riportanti omissioni e/o difformità sui rapporti finanziari, sospendendo in automatico l’istruttoria della domanda, o il pagamento della prestazione, se questo è in corso, ed invia automaticamente all’utente la comunicazione della possibilità di presentare entro il termine di 30 giorni una nuova DSU, o di produrre la documentazione dell’intermediario (Banca, Poste Italiane, ecc.) per consentire all’INPS di verificare i dati.

Per le DSU che verranno presentate dal 2017 nel corso degli ultimi mesi dell’anno, preme sin da ora richiamare l’attenzione sulla circostanza che la tempistica per sanare, con la presentazione della nuova DSU, l’eventuale presenza di omissioni e difformità, si conclude necessariamente entro la fine dell’anno. Infatti, sulla base della normativa ISEE, dal 1° gennaio di ogni anno cambia l’anno di riferimento dei redditi e dei patrimoni; pertanto, qualora la nuova DSU sia presentata nell’anno successivo a quello di presentazione della DSU viziata da omissioni o difformità, non sarà più possibile con la “nuova DSU” indicare quelle informazioni omesse o difformi riferite all’anno precedente e le mensilità dell’anno a cui si riferiva tale DSU viziata non potranno più essere recuperate.

All’esito della verifica: qualora vi sia corrispondenza tra quanto dichiarato dall’utente e la documentazione prodotta, si porrà fine alla sospensione e, a seconda dei casi, si completerà l’istruttoria della nuova domanda o si riprenderà il pagamento dell’assegno. In caso contrario la sede inserirà tale esito in procedura e la domanda rimarrà sospesa fino alla produzione di idonea documentazione.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere ai Consulenti del Lavoro.