Lunedì, 09 Gennaio 2017 15:20

La rottamazione delle cartelle

Lo scorso 2 dicembre è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del decreto fiscale. Sono quindi divenute efficaci le modifiche introdotte, in sede parlamentare, all’art. 6 che riguarda la c.d. “rottamazione delle cartelle”.

Presso i Consulenti del Lavoro è possibile trovare assistenza per verificare le possibilità fornite dalla norma e valutare l’adesione alla procedura.

Prima di esaminare i rischi nascosti nella normativa, ricordiamone gli aspetti principali: per i carichi iscritti a ruolo tra il 2000 ed il 2016, il contribuente può scegliere per quali cartelle chiedere la definizione agevolata, con lo sgravio (annullamento) delle sanzioni e delle altre somme aggiuntive risparmiando anche parte dell’aggio di riscossione. La dichiarazione deve essere presentata entro il 31.03.2017 e, successivamente (entro il 31.05.2017) l’agente della riscossione comunicherà gli importi dovuti e le date di scadenza delle rate. Proprio le modalità di pagamento sono il principale neo della norma; le somme dovute vanno versate interamente entro il 2018, prevedendo che almeno il 70% vada versato entro il 2017, in massimo tre rate (scadenza a  luglio, settembre e novembre), il restante 30% scade nel 2018 (due rate rispettivamente  ad aprile e settembre).

Il fatto che la maggior parte delle somme da pagare scadano nel 2017 è il principale rischio della norma, aggravato dalla concomitanza con gli ordinari versamenti di saldo ed acconti di Unico.

La norma stabilisce che il mancato pagamento, anche di una sola rata, comporta la nullità della definizione, con l’impossibilità di accedere a nuove rateizzazioni e di proseguire in quelle già concesse (ovviamente limitatamente alle medesime cartelle incluse nella richiesta di definizione). Tale aspetto non è secondario, un errore nel calcolo delle proprie disponibilità finanziare avrebbe conseguenze decisamente negative sul contribuente. Lo stesso si troverebbe a dover pagare l’intero carico esattoriale in unica soluzione senza poter proseguire nella rateizzazione che, magari, prima gli era stata concessa.

Altro aspetto di non poco conto è che con la richiesta di definizione si rinuncia ai contenziosi in corso, sia contro il concessionario, sia contro gli uffici.

Per tutti questi aspetti, prima di presentare la domanda di definizione è necessario un attento esame del carico iscritto, sia fiscale, sia previdenziale, nonché un’attenta previsione della propria disponibilità finanziaria.