///**/
Lunedì, 25 Aprile 2022 16:48

Flessibilità nel contratto part time

Lavoro flessibile: la forma più utilizzata è quella della prestazione con orario lavorativo a tempo parziale (p-time). Tale forma si configura nei rapporti di lavoro che prevedono un orario di lavoro giornaliero, o settimanale inferiore rispetto all’orario normale di lavoro a tempo pieno stabilito dalla legge o dal contratto collettivo (CC) di riferimento. Il lavoro p-time può essere previsto in qualsiasi contratto di lavoro subordinato, sia al momento dell’assunzione sia successivamente, tramite un accordo, da tempo pieno a tempo parziale. Il contratto p-time deve essere stipulato per iscritto ai soli fini della prova e devono essere indicate la durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell’orario di lavoro con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Quando l’organizzazione del lavoro è articolata in turni, l’indicazione può avvenire anche mediante rinvio a turni programmati di lavoro articolati su fasce orarie prestabilite. Nel rispetto di quanto previsto dai CC, il datore di lavoro ha la facoltà di richiedere ai lavoratori p-time, entro i limiti dell’orario normale di lavoro, lo svolgimento di prestazioni supplementari (quelle svolte oltre l’orario p-time concordato fra le parti). Nel caso in cui il CC applicato al rapporto di lavoro non disciplini il lavoro supplementare, il datore può richiedere al lavoratore lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare in misura non superiore al 25% delle ore di lavoro settimanali concordate. In tale ipotesi, il lavoratore può rifiutare lo svolgimento del lavoro supplementare ove giustificato da comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. Il lavoro supplementare è retribuito con una maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto, comprensiva dell’incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti. Nel rapporto p-time è consentito anche lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario, cioè quando viene superato l’orario normale di lavoro, solitamente pari a 40 ore settimanali, o all’eventuale minore orario fissato dai CC. Prevedendo la clausola elastica all’interno del contratto, inoltre, il datore può modificare (entro certi limiti) la collocazione temporale della prestazione lavorativa o aumentarne la sua durata, rispetto a quanto previsto dal contratto di lavoro. Tutte le informazioni sono reperibili presso i Consulenti del lavoro.