La legge di Bilancio 2022 è intervenuta anche sull’Ape sociale, strumento che continua a non rappresentare una vera pensione, ma un’indennità erogata dall’Inps con la funzione di sostenere il reddito del lavoratore dai 63 anni di età sino alla maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ordinaria, attualmente (e almeno sino al 31 dicembre 2024) pari a 67 anni. Nello specifico, la manovra, in relazione all’Ape sociale, prevede la possibilità di maturare i requisiti utili sino al 31 dicembre 2022. Inoltre, alleggerisce le condizioni da soddisfare per ottenere il trattamento in qualità di disoccupato di lungo corso, di operaio edile e ceramista e recepisce l’ampliamento delle categorie degli addetti ai lavori gravosi. In merito alla possibilità di fruire dell’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, i requisiti comuni alle differenti categorie di beneficiari sono i seguenti: compimento del 63° anno di età; cessazione dell’attività lavorativa (in seguito, successivamente alla decorrenza della prestazione, è possibile rioccuparsi, ma il reddito annuo non deve superare gli 8.000 euro per i lavoratori dipendenti o parasubordinati, e i 4.800 euro per i lavoratori autonomi). I requisiti di contribuzione differiscono, invece, in base alla categoria di appartenenza:
- 30 anni di contributi per i disoccupati di lungo corso, per i caregiver e gli invalidi dal 74%;
- 36 anni per gli addetti ai lavori gravosi;
- 32 anni per gli operai edili, come indicati nel Ccnl per i dipendenti delle imprese edili e affini, per i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.
Le donne, inoltre, hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due.
Il valore dell’Ape sociale è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso all’indennità, sino al tetto massimo di 1.500 euro mensili lordi, non rivalutabili.
L’indennità, incompatibile con l’indennità di disoccupazione e con qualsiasi tipologia di pensione diretta, è assimilata al reddito di lavoro dipendente dal punto di vista fiscale e dà dunque diritto all’applicazione delle relative detrazioni e, sussistendo i requisiti reddituali, del trattamento integrativo. Prima dell’invio della vera e propria domanda di liquidazione dell’indennità Ape sociale, è necessario aver inoltrato la domanda di certificazione del diritto alla prestazione. Tutte le info sono contenute nella circolare n.1/22 di Fondazione studi dei Consulenti del lavoro.