Lunedì, 24 Maggio 2021 09:36

A chi spetta e come si calcola l’assegno unico

L'assegno unico universale introdotto ad aprile scorso sarà destinato a tutte le famiglie, compresi i lavoratori autonomi e verrà riconosciuto a entrambi i genitori, tra i quali verrà ripartito in egual misura. In loro assenza spetterà a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione legale ed effettiva, annullamento o divorzio l'assegno, se manca un accordo sarà erogato al genitore affidatario. In caso di figlio maggiorenne a carico l'importo potrà essere corrisposto direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l'autonomia.

I genitori dovranno possedere cumulativamente i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana o essere cittadini comunitari, o un suo familiare, con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, o cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
  • soggetti al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia;
  • residenti e domiciliati, con i figli a carico, in Italia per l'intera durata del beneficio;
  • residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.

La legge delega traccia la cornice entro la quale il Governo dovrà muoversi per la determinazione dell'ammontare dell'assegno. In primo luogo viene stabilito che il beneficio è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata attraverso l’ISEE o sue componenti, tenendo conto dell'età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare. L'importo base in tal modo definito è soggetto a maggiorazioni in caso di figli successivi al secondo, nonché per le madri con meno di 21 anni. Indicazioni più dettagliate vengono fornite per la determinazione dell'assegno a favore dei figli disabili. La maggiorazione dell'assegno dovrà essere prevista secondo un'aliquota dal 30% al 50% per ciascun figlio con disabilità, rispettivamente minorenne o maggiorenne e di età inferiore a 21 anni, con importo della maggiorazione graduato secondo le classificazioni della condizione di disabilità. Ai figli disabili di età pari o superiore a 21 anni, ancora a carico, non spetta, invece, alcuna maggiorazione. Info dai Consulenti del lavoro.