Lunedì, 29 Marzo 2021 15:01

Pagamenti ai lavoratori sempre tracciabili

Con la nota n. 473 del 22 marzo 2021l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ribadisce l’obbligatorietà, in carico al datore di lavoro, di conservare la documentazione che attesti il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori con strumenti tracciabili (previsti all’art. 1, c. 910, L. n. 205/17) e, in caso contrario, la possibilità di applicare il regime sanzionatorio previsto, anche in presenza di dichiarazione del lavoratore che confermi di non essere stato pagato in contanti.  L'Ispettorato ricorda che proprio la legge n.205/17 elenca le modalità attraverso le quali i datori di lavoro possono effettuare la corresponsione della retribuzione, disponendo che “la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione”. In senso del tutto analogo, afferma l’Ispettorato, non appare possibile accordare rilevanza, ai fini dell’esclusione della responsabilità del datore di lavoro, alla dichiarazione resa dal lavoratore che confermi di essere stato pagato con gli strumenti previsti dalla norma, in assenza della relativa prova ricavabile dalla tracciabilità intrinseca di tali mezzi di pagamento.Ed è proprio in ragione della capacità di tali strumenti di fornire prova del loro utilizzo che il legislatore li ha imposti ai fini del pagamento delle retribuzioni. L’osservanza dell’obbligo normativo è strettamente connessa all’effettiva tracciabilità delle operazioni di pagamento e alla loro possibile verifica da parte degli organi di vigilanza.Al fine di garantire l’effettiva tracciabilità delle operazioni eseguite, anche attraverso la loro esibizione agli organi di vigilanza, sono consentiti anche mezzi di pagamento diversi da quelli esplicitamente consentiti dalla legge, purché possa essere individuata una tracciabilità. Ad esempio, specifica la nota, nei casi di pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente, o conto di pagamento ordinario, o mediante conservazione delle ricevute di versamento anche nei casi di saldo su carta di credito prepagata intestata al lavoratore non collegata ad un Iban. In capo al datore, inoltre, sussiste un obbligo di conservazione della documentazione (ricevute di versamento). Il personale ispettivo, in ipotesi di circostanze dubbie, potrebbe anche attivare le procedure di verifica presso gli istituti di credito. Tutte le info sono reperibili presso i Consulenti del Lavoro.