Martedì, 19 Aprile 2016 09:27

Utilizzo dei Ced, non ne vale più la pena!

A cura di Ignazio Marino

In Alto Adige, anche se stiamo parlando di 243 iscritti, si registra una presenza di Ced ad opera degli stessi colleghi superiore al 50%. Mentre in assoluto la regione con più Ced operativi è il Veneto: 638 (il 40% di 1902 iscritti).

Sappiamo bene che i Ced sono nati moltissimi anni orsono in seno alla Categoria, come una sorta di autodifesa fiscale e contributiva. Crediti per ritenute d'acconto difficilmente monetizzabili, contributi inaccessibili, agevolazioni inesistenti hanno spinto molti a crearli. Ma tutto questo ormai non è più attuale; anzi, gli stessi Ced sono spesso utilizzati con modalità tali da risultare non pienamente in linea con l'esercizio legittimo della professione; anzi, molto spesso sfociando nel reato di esercizio abusivo. Per questi motivi risulta incomprensibile perché non vengano trasformati in Stp. Operazione consigliabile e da consigliare e che li porterebbe pienamente nell'alveo della professione

Ecco perché non ne vale più la pena.

Ipotizziamo un compenso lordo per una prestazione di 100 euro. Nel caso di un Ced si tratterà di tutto ricavo. Nel caso di un Consulente del Lavoro in versione tradizionale al compenso di 100 euro andrà aggiunto il contributo integrativo (a carico del committente) del 4%, sostanzialmente 4 euro di non ricavo. Perché è utile quest’ultima modalità? Semplice: l’attività che passa per la via del Ced sarà sottoposta ad un salasso fiscale, penalizza la pensione e non permette l’accesso al meccanismo virtuoso previsto dall’ultima riforma previdenziale dell’Enpacl. Qualche esempio renderà meglio il vantaggio economico.

Partiamo da un fatturato di 100 mila euro. Trattato come ricavo Ced sarà soggetto ad aliquota fiscale progressiva (dal 28,9% al 48,9%). Trattato come prestazione professionale avremo su base annua un contributo di 4000 mila euro che, moltiplicato per 40 anni, produce un bottino di 160 mila euro. Di questi, 120 mila euro (il 75% del contributo integrativo) andrà nel salvadanaio del singolo iscritto. A fine carriera varrà circa 6.800 euro di pensione annua in più. Con un fatturato di 200 mila euro l’assegno pensionistico annuale crescerà a 13.500 euro (si veda tabella in pagina).

Dunque, anche dal punto di vista economico e previdenziale conviene regolarizzare lo svolgimento dell’attività professionale trasformando il Ced in Società tra Professionisti.

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