Giovedì, 14 Aprile 2016 08:55

Professionista, oggi apriresti uno studio?

A cura di Andrea Pozzatti

Una recente ricerca realizzata dall'Osservatorio Professionisti ed Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, dal titolo "Professionista, oggi apriresti uno studio?", ha monitorato il grado di diffusione del digitale negli studi professionali di Consulenti del Lavoro, Avvocati e Commercialisti. Una fotografia che mette a fuoco le diverse forme di reazione alla progressiva informatizzazione del rapporto con la PA e con i clienti, a evidenziare le propensioni e le scelte in termini di investimento. Lo sviluppo di un quadro di riferimento scientifico è teso ad inquadrare con chiarezza i trend evolutivi in atto, al fine di favorirne la comprensione e di proporre possibili opportunità ed indirizzi per la gestione. Se ne ricavano dati molto interessanti per capire dove la professione sta andando e con quali caratteristiche.

Innanzitutto la dimensione media degli studi partecipanti è risultata essere di due professionisti e 2,7 dipendenti, con un fatturato di 245.000 euro generato da 90 clienti; Commercialisti ed Avvocati presentano meno dipendenti, un minor numero di clienti, ma sono superiori per fatturato.

Il 51% dei Consulenti del Lavoro intervistati dichiara per il 2015 rispetto al 2016 un aumento della redditività, in linea con gli Avvocati ed in misura inferiore rispetto ai Commercialisti.

Per quanto concerne altre indicazioni d’interesse offerte dai primi dati presentati, va evidenziato come, malgrado il periodo di crisi, il 44% dei Consulenti del Lavoro risulta prestare una significativa attenzione alla digitalizzazione, destinando un investimento medio per studio professionale pari a 10.000 euro, superiore a quello di Commercialisti ed Avvocati.

Va detto che all’interno di questa fascia esiste un’avanguardia strutturata (26%), che ha definito programmi e budget d’investimento mirati e ragionati e un secondo gruppo di innovatori caotici (18%), che crede nell’ICT, ma che non riesce ancora a valorizzare appieno l’investimento in termini di livelli di performance ottenuti. Si tratta comunque di realtà sopra la media, per livello dei servizi erogati e cultura organizzativa.

Maggiore attenzione richiede il restante gruppo, definito dei periferici seduti (56%). Esso denota variabili di performance, di servizi al cliente, di investimenti in ICT inferiori alla media, spesso in modo significativo. Il rapporto sottolinea per questa ampia tipologia di studi, soprattutto se operante in aree territoriali difficili, il rischio di una lenta ma progressiva emarginazione.

Fra le aree di maggior interesse a sviluppare l’investimento tecnologico, gli studi segnalano la gestione e conservazione digitale dei documenti, le tecnologie di interfacciamento con il cliente (portale per la condivisione di contenuti, attività e dati, sito internet) e i software per il controllo di gestione.

Comincia ad emergere interesse anche per applicazioni che permettono di migliorare il livello di servizio offerto al cliente, come le piattaforme per il customer relationship management e i pacchetti dedicati alla business intelligence.

Continua la diffusione delle soluzioni in Cloud (81% degli studi), soprattutto per quanto concerne PEC, posta elettronica, banche dati e fatturazione elettronica PA.

Il 44% degli intervistati dichiara di utilizzare i Social Network per sviluppare relazioni, acquisire informazioni, promuovere servizi e condividere opinioni con altri studi.

Per quanto attiene la propensione all’ampliamento dei contenuti della professione, anche per superare lo stretto legame con gli adempimenti, che costringono lo studio ad interagire con una PA spesso percepita come scarsamente efficiente e collaborativa, è emersa una particolare attenzione ai temi del credito agevolato e dei finanziamenti europei.

In conclusione: è ancora possibile aprire e far vivere con soddisfazione e ritorno economico uno studio professionale, a patto però di pianificarne attentamente l’evoluzione organizzativa e gestionale, dedicando una significativa attenzione al comparto ICT, che si rivela un prezioso strumento per ottimizzare le performance, l’interscambio con il cliente, la promozione e valorizzazione del servizio.

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