Lunedì, 29 Febbraio 2016 08:41

Aziende ICT e ricerca e selezione del personale

Le aziende ICT ricercano sul mercato nuovi profili e competenze ricorrendo a diversi canali di recruiting. Il canale ad oggi preponderante è rappresentato dal network professionale/personale. È il risultato di una ricerca nell’ambito del report “Osservatorio delle Competenze digitali 2015” condotto da AgID, AICA, Assinform, Assintel e Assinter. É evidente che, se da una parte, questa modalità di recruitment consente di contenere i costi di ricerca e selezione, dall’altra, va a discapito della qualità del recruiting. Una ricerca, più approfondita e più mirata dei requisiti necessari a coprire una determinata posizione, se realizzata sul mercato, offre evidentemente maggiori garanzie in termini di qualità dei profili introdotti. 

Un altro canale molto utilizzato nella ricerca e selezione delle risorse resta il mondo delle scuole tecnico - professionali e delle Università, bacino di potenziali candidati cui dichiara di accedere oltre il 50% delle realtà analizzate. L’avvento dei social media e la diffusione delle tecnologie web stanno trasformando l’attività delle Direzioni Risorse Umane delle aziende. Oltre ai canali più tradizionali, si stanno affermando nuovi canali/strumenti digitali di recruitment: un maggior ricorso al portale web aziendale (oltre il 59% delle aziende), utilizzo di Social Media, in particolare la piattaforma Linkedin, utilizzata da più del 40% delle realtà del panel. Molto limitato il job posting (meno del 30% delle aziende), ovvero la pubblicazione di annunci internamente all’azienda finalizzati a reclutare risorse già presenti per ricoprire nuove posizioni vacanti.

Le piccole realtà, per le loro attività di recruiting, si concentrano sui tre canali più diffusi: network personale/professionale, Università e Scuola, sito aziendale. Al crescere della dimensione aziendale aumenta la varietà di canali utilizzati. Stentano a decollare iniziative formative più innovative, che permettono un confronto con altre aziende, anche all’estero, e generano benefici in termini di maggiore apertura al cambiamento e all’innovazione, oltre che possibilità di apprendere anche su ambiti tecnologici diversi da quelli presidiati.

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