Martedì, 22 Dicembre 2015 07:44

Professionisti e crisi/1: il bilancio

Investiti in pieno dalla crisi, i professionisti italiani hanno negli ultimi anni fatto di tutto per contrastare l’emergenza, mettendo in campo la loro capacità di resistenza e di adattamento in un mercato divenuto sempre più complesso e mutevole. La generale riduzione dei livelli reddituali non ha infatti impedito agli stessi di investire sull’innovazione, avviando una stagione di riorganizzazione e ripensamento dell’attività professionale destinata a palesare i suoi effetti anche negli anni a venire. Lo rivela una recente indagine del Censis dal titolo Le professioni in Italia: una ricchezza per l’Europa”.

E’ indubbio che la crisi abbia colpito pesantemente quest’universo di lavoro, come testimoniano i dati delle Casse, che da anni presentano un andamento dei livelli reddituali decrescente, e come denunciano gli stessi professionisti. Tra 2013 e 2014 solo il 21,8% è riuscito a far crescere il proprio fatturato, e mentre il 32,7% lo ha tenuto stabile, la quota più numerosa di professionisti (il 45,6%) ha subito una diminuzione consistente del proprio volume d’affari.

Gli ultimi due sono stati anni particolarmente complicati per il mondo delle professioni, che hanno prolungato una fase di sofferenza che si protrae ormai senza soluzione di continuità. Già provati dal cattivo andamento del mercato, i professionisti appaiono ancora più vulnerabili rispetto alle altre anime del lavoro proprio perché non possono contare su livelli reddituali garantiti o forme di sostegno, e coloro che si sono dotati di una struttura più organizzata fanno fronte a costi fissi che spesso sono indipendenti dall’andamento del mercato.

Le riserve accumulate e tutta la flessibilità di cui sono dotati appaiono le strategie difensive che oggi i professionisti possono mettere in campo a propria tutela, oltre alla possibilità di rilanciare la sfida al mercato, come si vedrà in seguito.

Ed in effetti, quella attuale appare come una sfida di fronte alla quale oltre al mero tentativo di tenere botta, in attesa di tempi migliori, non sembrano potersi immaginare altre strategie plausibili. Si tratta, infatti, di una crisi che non ha risparmiato nessuno, attraversando l’intero mondo delle libere professioni, e si è abbattuta soprattutto su quanti lavorano a ridosso del mondo dell’impresa.

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