Giovedì, 05 Novembre 2015 08:20

Rimborso chilometrico, la distanza fa la differenza

I rimborsi chilometrici dei lavoratori dipendenti che usano la propria autovettura per svolgere le mansioni in trasferta, per valutarne l’esenzione, dovranno essere calcolati tenendo conto del tragitto residenza-missione e del tragitto sede di lavoro-missione.

L'Agenzia delle Entrate risponde ad interpello posto da una compagnia assicurativa con la risoluzione n.92/E/15.

In generale, l’Agenzia premette innanzitutto che le somme corrisposte dal datore di lavoro al lavoratore, anche a titolo di rimborso spese, costituiscono per quest'ultimo reddito di lavoro dipendente, salvo quanto statuito dall’art. 51, c.2 e segg. del TUIR.

Mentre le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell'ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto, comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito, per le trasferte fuori del territorio comunale sono previsti tre distinti sistemi di tassazione in base al tipo di rimborso scelto (analitico, forfetario o misto). I rimborsi chilometrici erogati per l'espletamento della prestazione lavorativa in un comune diverso da quello in cui è situata la sede di lavoro, sono esenti da imposizione, sempreché, in sede di liquidazione, l'ammontare dell'indennità sia calcolato in base alle tabelle ACI, avuto riguardo a percorrenza, tipo di automezzo e costo chilometrico secondo il tipo di auto. Detti elementi dovranno risultare dalla documentazione interna conservata dal datore. Nel caso del quesito, se la distanza percorsa dal dipendente per raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione risulta inferiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, con la conseguenza che al lavoratore è riconosciuto un rimborso chilometrico (tariffe ACI) di minor importo, quest'ultimo è da considerare non imponibile ai sensi dell'art. 51, c.5, secondo periodo, del TUIR.Se, invece, la distanza percorsa dal dipendente dalla propria residenza alla località di missione, risulta maggiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio - con la conseguenza che al lavoratore viene erogato un rimborso chilometrico (tariffe ACI) di importo maggiore rispetto a quello calcolato dalla sede di servizio - la differenza è da considerarsi reddito imponibile ai sensi dell'art.51, c.1, del TUIR.

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