Lunedì, 18 Dicembre 2017 07:13

Smart working... si parte

Dallo scorso 15.11.2017 è possibile inviare (tramite il portale “https://servizi.lavoro.gov.it/smartworking”) le comunicazioni di stipula degli accordi di “smart working” o per meglio dire di lavoro agile.

Dalla suddetta data i Consulenti del Lavoro stanno applicando il nuovo strumento previsto dalla legge n.81/17, assistendo i propri clienti nell’assolvere agli adempimenti previsti dalla norma senza incorrere in errori.

Innanzitutto, bisogna sempre tenere presente che lo smart working non è un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma una nuova modalità di svolgimento della prestazione lavorativa già oggetto di un contratto di lavoro esistente. Ciò vuol dire, che, prima di stipulare un accordo di smart working deve essere innanzitutto stipulato un contratto di lavoro, che può essere full-time o part-time, a tempo indeterminato od a termine.

Quello che cambia con lo smart working, non è il tipo di contratto ma, semplicemente, la modalità con cui è resa la prestazione lavorativa, che diventa appunto “smart”. Il lavoratore non è più obbligato al rigido rispetto di un orario di lavoro, ed anche la sede di lavoro diventa flessibile, infatti, viene previsto che la prestazione lavorativa possa essere svolta anche al di fuori dell’azienda.

La norma prescrive altresì, alcune regole contro gli abusi, in primo luogo, l’obbligo di comunicazione, poi l’espressa previsione del non superamento dell’orario massimo di lavoro ed il c.d. diritto alla disconnessione, inoltre il datore di lavoro deve garantire che i mezzi utilizzati dal lavoratore per lo svolgimento della prestazione (che devono essere forniti obbligatoriamente dall’azienda) siano conformi alle norme di sicurezza.Il lavoratore dovrà cooperare all’attuazione di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente, nonché informare il datore tempestivamente in caso di insorgenza di problematiche.

Tutte le modalità “operative” dello smart working devono essere contenute nell’accordo (che ricordiamo va inviato insieme alla comunicazione). Un’altra particolarità è rappresentata dall’accordo che ha una durata “sganciata” da quella del contratto di lavoro. Ad un contratto a tempo indeterminato, infatti, potrebbe corrispondere un accordo di “smart working” a tempo determinato. In caso di accordi a tempo indeterminato bisogna ricordare che è comunque prevista la possibilità di disdetta con preavviso di 30 giorni, che salgono a 90 in caso di lavoratori disabili.