Lunedì, 25 Settembre 2017 07:41

Tassazione delle somme corrisposte in caso di decesso del lavoratore

In caso di decesso del lavoratore dipendente sono previste diverse modalità di tassazione a seconda che si tratti di somme già corrisposte al lavoratore, o di somme spettanti agli eredi.Per le somme messe in pagamento, anche se materialmente non riscosse dal lavoratore, prima del decesso, il datore deve rilasciare una CU intestata al lavoratore deceduto con indicazione degli importi effettivamente riscossi dal lavoratore, degliimporti sui quali il datore aveva operato e versato la ritenuta (anche se non riscossi dal lavoratore), le ritenute effettuate e le detrazioni d’imposta spettanti fino alla data del decesso senza obbligo di conguaglio.

Il calcolo dell’esatto ammontare avverrà in sede di dichiarazione dei redditi redatta a nome del lavoratore deceduto alla cui presentazione è tenuto uno degli eredi.

Le somme maturate e non ancora liquidate o in corso di maturazione, invece, sono da assoggettare a tassazione separata in capo agli eredi. Si tratta della retribuzione per le ore lavorate o comunque retribuite del mese in cui è avvenuto il decesso, ratei di 13^di 14^, ferie, permessi, ecc. maturati e non goduti, o premi annui in corso di maturazione, competenze arretrate e di ogni altro compenso messo a disposizione del dipendente, ma per il quale non sia stata effettuata e versata la ritenuta d’acconto relativa. Il datore deve: provvedere a tassare separatamente con la prima aliquota dello scaglione di reddito (23%), certificare le somme corrisposte e le ritenute operate e, a ogni erede, deve rilasciare una certificazione con i dati del datore e dell’erede nella casella dei percettori.

Le competenze maturate in costanza di rapporto (premi di produttività, straordinari ecc.), andranno tassate al 10% a titolo di imposta sostitutiva.

Il TFR e l’indennità sostitutiva del preavviso, invece, devono essere assoggettate a tassazione separata come di consueto (art.17 TUIR); l’imposta così determinata è dovuta agli eredi in proporzione all’ammontare percepito da ciascuno. Il datore deve poi redigere la CU e nel campo delle indennità di fine rapporto deve indicare la quota spettante riferita all’erede al quale la certificazione è destinata, mentre i restanti punti devono essere redatti con riferimento all’indennità così come maturata in capo al deceduto. Gli eredi predisporranno la loro dichiarazione dei redditi computando ai redditi da essi prodotti, anche gli importi ereditati. Tutte le info dai Consulenti del lavoro.