Lunedì, 10 Aprile 2017 07:03

Voucher baby sitting: ok allo sblocco da parte dell’INPS

L’abolizione del lavoro accessorio, deciso dal governo con il decreto legge 25/17, non riguarda i voucher baby sitting. A comunicarlo è stato lo stesso INPS con una nota del 30 marzo 2017 in cui rappresenta le indicazioni ottenute dal ministero del lavoro e dal Dipartimento politiche per la famiglia.

Il bonus, introdotto nel 2012, è un aiuto economico che lo Stato riconosce alle neomamme lavoratrici dipendenti pubbliche e private, lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS e libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non pensionate in sostituzione del congedo parentale. Per ogni mese di rinuncia al congedo si può ottenere: il contributo economico di 600euro per l’asilo nido pubblico o privato, che viene erogato mediante il pagamento diretto della struttura scolastica scelta dalla madre, previo rilascio da parte dell’asilo della documentazione attestante la frequenza del bambino alla struttura stessa; oppure i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, che vengono erogati attraverso il sistema dei buoni lavoro del valore di 600 euro al mese per un massimo di 6 mesi. Tali buoni devono essere ritirati dalla mamma lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente e può decidere se ritirare interamente i voucher che le spettano, oppure scegliere di ritirarli a cadenza mensile.

Dopo lo stop del governo ai buoni lavoro, l’Istituto aveva temporaneamente sospeso l’erogazione dei suddetti buoni, in attesa di chiarimenti dal ministero del lavoro, ma finalmente la situazione di è sbloccata dopo la nota sopracitata e, quindi, è stato chiarito che i voucher sopravviveranno esclusivamente nell’ambito del bonus baby sitter. 

Confermata anche la modalità telematica di gestione degli stessi. Nella domanda dovranno essere inserite le informazioni riguardanti il tipo di beneficio al quale s’intende accedere, il periodo di fruizione del beneficio (specificando il numero di mesi), la dichiarazione di rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale e la dichiarazione di presentazione di ISEE. Tutte le info dai Consulenti del Lavoro.