Lunedì, 08 Giugno 2015 11:29

Lavoro durante la malattia

Con sentenza n. 10627 del 22 maggio 2015 la Corte di Cassazione torna ad analizzare l’annosa situazione dei lavoratori assenti per malattia o infortunio che prestano attività presso altro datore di lavoro. Nel caso di specie un lavoratore, assente per infortunio sul lavoro, era stato sorpreso a svolgere attività lavorativa quale addetto alle pulizie presso la cooperativa cui faceva parte la consorte. Il lavoratore in oggetto era stato licenziato per essere venuto meno ai doveri di lealtà, fedeltà e collaborazione nei confronti del datore di lavoro. Merita evidenziare come in tutti e tre i gradi di giudizio sia sempre stata confermata come corretta la scelta del datore di lavoro di licenziare il lavoratore per giusta causa.

Non dimentichiamo, inoltre, come tale scelta si innesti su altre pronunce della Corte di Cassazione, si veda ad esempio la sentenza del 3 ottobre 2014. Nel caso in analisi la Corte ha richiamato come, anche se parte ricorrente evidenziava che alcuni testi avessero subito procedimenti penali per falsa testimonianza, la Corte territoriale si sia basata, nella propria decisione, sugli accertamenti ispettivi espletati dall’agenzia investigativa incaricata dalla società e corroborati dalle testimonianze raccolte e come non competa alla stessa riesaminare il merito dell’intera vicenda processuale ma “solo quella di controllare, sul piano della coerenza logico-formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, al quale soltanto spetta di individuare le fonti del proprio convincimento, controllarne l’attendibilità e la concludenza nonché scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti in discussione, dando così liberamente prevalenza all’uno o all’altro dei mezzi di prova acquisiti”.

In tutto questo quadro merita evidenziare come sia di fondamentale importanza, prima di procedere al licenziamento, valutare col proprio Consulente del Lavoro il corretto approccio alla problematica, analizzando le diverse sfaccettature e le mancanze del lavoratore venutesi a creare col comportamento posto in atto ed attivando il corretto iter procedurale.