Lunedì, 25 Maggio 2015 14:57

Arriva il Durc online, attenzione al semaforo rosso

Presentata il 21 maggio scorso la semplificazione sul DURC che andrà in vigore dal 1° luglio 2015. I Consulenti del Lavoro però mettono in guardia: gli archivi Inps non sono aggiornati. “Quando si parla di snellire gli adempimenti in materia di lavoro i Consulenti del Lavoro non possono che essere d’accordo.Bisogna stare attenti, però, che di vera semplificazione si tratti e non di un boomerang che a regime potrebbe complicare le cose più di prima”. Così Vincenzo Silvestri, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, commenta la nuova procedura di rilascio online del Durc (documento unico di regolarità contributiva) a partire dal 1° luglio,presentata oggi al Ministero del Lavoro.

Per il Ministro Giuliano Poletti questa semplificazione permetterà con un clickdi avere il documento in formato.pdf in tempo reale e alle pubbliche amministrazioni e alle imprese di risparmiare complessivamente oltre 100 milioni di euro l’anno. “Fatta salva la buona volontà, il rischio è”, continua Silvestri, “che l’ente pubblico richieda direttamente il durc online all’Inps e l’azienda interessata si veda accendere il semaforo rosso senza comprenderne il motivo. Questo può accadere in quanto gli archivi dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale non sono aggiornati in tempo reale. Oggi invece, i professionisti riescono ad intercettare le criticità presenti nel sistema e a risolverle tempestivamente. Quindi, nel semplificare un adempimento non si può prescindere da una struttura informatica adeguata. Ribadisco che l’idea è buona,ma per funzionare gli archivi devono essere puliti. Lo stesso Presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione presso la Commissione bicamerale enti,ha richiamato la necessità di coinvolgere i Consulenti del Lavoro nella gestione dei processi. I 28mila Consulenti del Lavoro assistono 1,5 milioni di aziende e gestiscono oltre 7 milioni di rapporti di lavoro. Per questo abbiamo tutte le informazioni che servono alla pubblica amministrazione per rendere una semplificazione davvero efficace. Così come chiedono le aziende.”