Lunedì, 02 Marzo 2015 08:17

Al via la compensazione del credito per l'assunzione di ricercatori

In favore di tutti i titolari di reddito d’impresa già dal 2012 è previsto un contributo, sotto forma di credito d’imposta, per l’assunzioni a tempo indeterminato di personale: in possesso di un dottorato di ricerca universitario; che abbia conseguito una laurea magistrale e sia impiegato esclusivamente in attività di Ricerca e Sviluppo.

Il contributo, spettante per dodici mesi ed erogato sotto forma di credito d'imposta, è pari al 35%, entro un limite massimo pari a 200 mila euro annui per ciascuna impresa, dell’effettivo costo del lavoro sostenuto per l’ assunzione a tempo indeterminato relativamente alla retribuzione erogata e ai contributi versati.

I posti di lavoro creati devono essere mantenuti per un periodo minimo di 3 anni, ovvero di 2 anni nel caso di piccole e medie imprese.

L’agevolazione non rientra tra gli aiuti di stato e non è, dunque, soggetta alla regola del de minimis.

Le imprese aventi diritto sono tenute alla presentazione di un’istanza, attraverso l’apposita procedura telematica disponibile sul sito www.cipaq.mise.gov.it, secondo il seguente calendario:

·                    assunzioni effettuate dal 26 giugno al 31 dicembre 2012: dal 15 settembre al 31 dicembre 2014 (termine già scaduto);

·                    assunzioni effettuate nell’anno 2013: dal 10 gennaio 2015;

·                    assunzioni effettuate nell’anno 2014: dal 10 gennaio 2016.

L’Agenzia delle Entrate ha in questi giorni emesso il provvedimento che definisce le modalità e i termini di fruizione del credito in F24 ed istituito il codice tributo 6847, necessario alla materiale compensazione dello stesso.

Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

Il Ministero dello Sviluppo Economico trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi di ciascun beneficiario e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni.

L’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati su ciascuna delega di pagamento in compensazione: nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato risulti superiore all’ammontare del beneficio residuo, ovvero nel caso in cui l’impresa non rientri nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio, il relativo modello F24 è scartato. Info presso i Consulenti del Lavoro.