Martedì, 28 Novembre 2017 15:28

Applicabilità accordo collettivo, rifiuto non è condotta antisindacale

Soltanto i lavoratori sono legittimati ad agire per negare efficacia nei propri confronti ad un contratto collettivo stipulato da organizzazioni sindacali diverse da quella cui siano iscritti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente sentenza n.27115/17.

La Cassazione aveva già avuto modo di puntualizzare (Cass. n. 6044/12; Cass. n. 10353/04) che l’applicabilità dei contratti collettivi aziendali a tutti i lavoratori dell’azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti, incontra l’unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad un’organizzazione sindacale diversa, ne condividano l’esplicito dissenso e che potrebbero addirittura essere vincolati ad un accordo sindacale separato e di diverso tenore. Può riconoscersi l’efficacia soggettiva erga omnes dei contratti collettivi aziendali come regola di carattere generale (in funzione delle esigenze di tutela di interessi collettivi e di inscindibilità della disciplina), in quanto si mantenga, tuttavia, l’eccezione – in ossequio al principio di libertà sindacale – che la stessa efficacia non può essere estesa anche a quei lavoratori che, aderendo ad un’organizzazione sindacale diversa da quelle che hanno stipulato l’accordo aziendale, ne condividano l’esplicito dissenso. Per l’effetto, sarebbe illecita la pretesa datoriale aziendale di esigere il rispetto dell’accordo aziendale anche dai lavoratori dissenzienti perché iscritti ad un sindacato non firmatario dell’accordo medesimo. La stessa giurisprudenza sopra citata statuisce che soltanto i lavoratori sono legittimati ad agire per negare efficacia nei propri confronti ad un contratto collettivo stipulato da organizzazioni sindacali diverse da quella cui siano iscritti, mentre non è ravvisabile alcun diritto o interesse dell’organizzazione sindacale ad agire in giudizio in relazione a validità, efficacia, o interpretazione d’un contratto collettivo alla cui stipulazione sia rimasta estranea.

La Corte esclude che nel caso di specie rilevi l’art. 8, c. 3, d.l. n. 138/11, convertito, con modificazioni, in legge n. 148/11 (Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unità produttive cui il contratto si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori): ciò per il dirimente rilievo che si tratta di norma intervenuta successivamente all’introduzione della controversia esaminata e che, nella parte in cui si riferisce a contratti stipulati prima della sua entrata in vigore, è solo apparentemente retroattiva.