Giovedì, 09 Novembre 2017 07:51

Il punto sul distacco transnazionale

La libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione europea è il tema affrontato in web tv da Simone Cagliano, esperto della Fondazione Studi. Le direttive 96/71/CE e 2014/76/CE hanno disciplinato e definito il lavoratore distaccato all'interno del territorio comunitario. In Italia, invece, il Legislatore è intervenuto in attuazione delle direttive europee con il decreto legislativo n.136/2016, entrato in vigore il 22 agosto 2016  e caratterizzato da un quadro di regole certe che tutelano maggiormente i lavoratori soggetti al distacco transnazionale. Decreto, ricorda l'esperto, che è stato reso operativo dal decreto 10 agosto 2016 del Ministero del Lavoro.

Per contrastare l'attività elusiva e l'uso improprio di questo strumento contrattuale, è intervenuto anche l'Ispettorato nazionale del lavoro che, con le circolari n.3/2016 e n.1/2017, ha fornito elementi chiari con i quali verificare l'autenticità del distacco e stabilire le sanzioni da applicare in caso contrario.

Cagliano ricorda che per identificare un distacco autentico bisogna far riferimento agli elementi indicati all'art. 3, commi 2 e 3, del decreto legislativo n.136/2016. Nello specifico, l'attività dell'azienda che fruisce di lavoratori distaccati - che deve essere di mera amministrazione - e la condizione dei lavoratori distaccati - che non devono essere presenti in modo permanente sul territorio italiano. L'Ispettorato, inoltre, con la nota del 5 giugno 2017 ha chiarito altri aspetti per le aziende straniere che inviano in Italia lavoratori in occasione di mostre, fiere ed eventi commerciali temporanei, specificando che queste attività non rientrano tra quelle disciplinate dal decreto. Al contrario di quelle attività riconducibili all'esecuzione di un appalto come il montaggio e smontaggio di stand temporanei per fiere ed eventi commerciali di breve durata.

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