Venerdì, 22 Settembre 2017 08:31

Cassazione: in malattia possibili attività lavorative se compatibili con stato di salute

Un lavoratore che durante il periodo di malattia svolge un’altra attività lavorativa compatibile con il suo stato e che non ne pregiudica la guarigione non viola i doveri generali di correttezza e buona fede a cui deve conformarsi per il pieno ripristino della sua condizione fisica. Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n 21667 del 19 settembre 2017, anticipata sulle pagine de Il Sole 24 Ore del 20 settembre 2017, sul caso di un lavoratore licenziato perché durante il periodo di astensione dal lavoro aveva aiutato il figlio a svolgere alcune attività presso il suo esercizio commerciale.

In realtà, il lavoratore in malattia si era limitato a spostare alcune piante di piccola dimensione che si trovavano nell'esercizio commerciale del figlio e a muovere la saracinesca mediante un dispositivo elettronico. Attività lavorative "contenute" secondo i giudici della Suprema Corte ed incapaci di influire sul pieno e tempestivo recupero dell’integrità fisica tanto da incidere con effetto negativo sui tempi della guarigione.

Un caso simile era stato definito in primo grado con una sentenza che riconosceva la legittimità del licenziamento intimato ad un addetto autotrenista, che aveva svolto un'altra attività lavorativa durante il periodo di malattia. Ma la Corte d'appello aveva già ribaltato il giudizio poiché non si era realizzata una condotta incompatibile con lo stato di malattia. 

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