Mercoledì, 19 Luglio 2017 11:35

Caporalato, CPO Cosenza chiede tavolo tecnico con Prefettura

Il Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Cosenza ha chiesto alla Prefettura di istituire un tavolo tecnico per prevenire e contrastare il caporalato nel territorio calabrese. La proposta è stata lanciata in occasione del convegno "La nuova legge sul caporalato, risvolti giuridici e pratici", organizzato dal Consiglio provinciale guidato da Fabiola Via e da Confapi Calabria e che ha visto la partecipazione dell'Ispettorato territoriale del Lavoro, dell'Associazione "Libera" e della Procura di Cosenza.

Se per la Presidente del CPO di Cosenza, Fabiola Via è "importante una collaborazione più stretta fra le forze in campo", per Pasquale Staropoli, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro intervenuto al seminario, la norma che regola il caporalato arriva in forte ritardo ma "assegna al nostro sistema le armi per combattere davvero il fenomeno, perché - si legge su "La Provincia di Cosenza" - adesso chi utilizza, assume o impiega la manodopera che viene dal caporalato è considerato colpevole di sfruttamento".

Tutti i partecipanti al convegno hanno ribadito che non si può contrastare il fenomeno del caporalato facendo leva solo sulla legge attuale. Questa, infatti, seppur individui come colpevoli del reato non solo il caporale, ma anche chi utilizzi la manodopera proposta dal caporale ovvero il datore di lavoro, non è sufficiente per vincere quella che in Calabria - ma non solo - viene considerata una piaga sociale. Giuseppe Patania, Direttore dell'Ispettorato del Lavoro di Cosenza, ha ribadito che "tutte le forze devono lavorare nella stessa direzione, creando una rete collaborativa che stringa in una morsa questo fenomeno". Dello stesso avviso anche il Procuratore aggiunto del Tribunale di Cosenza, Marisa Manzini, per il quale la legge "arriva molto in ritardo, ma deve dare una marcia in più alla lotta al caporalato. Con questa norma - sottolinea il Procuratore - il ruolo dell'Ispettorato del lavoro diviene centrale, fondamentale. Così come quello dei Consulenti del Lavoro. Per rapportarci in modo serio con gli altri paesi europei - ha concluso il sostituto - dobbiamo ancora fare tanto, ma sicuramente, collaborando e grazie a questa nuova legge, potremo farlo presto".

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