Giovedì, 04 Maggio 2017 08:44

Jobs Act autonomi: le principali novità per professionisti e partite Iva

In arrivo nuove norme che regolamentano il mondo del lavoro autonomo e delle partite Iva grazie al disegno di legge denomimato "Jobs Act degli autonomi", approvato in via definitiva in Parlamento dopo lunghi mesi di discussione. L'esperto della Fondazione Studi, Romano Benini, riepiloga a Repubblica.tv le misure più importanti introdotte nel testo del ddl, tra cui l'obbligo di stipulare contratti in forma scritta e di considerare nulle quelle clausole che prevedono il recesso unilaterale del contratto o pagamenti successivi ai 60 giorni. Inoltre, gli Enti di previdenza di ordini e collegi professionali possono rafforzare le misure sociali e sanitarie e prevedere particolari prestazioni sociali per aiutare i professionisti in difficoltà a causa della riduzione dell'attività professionale. L'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi è stata resa strutturale ed è stata estesa ai titolari di assegno di ricerca e ai dottori di ricerca.

Anche il congedo parentale, ricorda Benini, è stato esteso ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata INPS e può essere fruito fino ad un massimo di 6 mesi ed entro i primi 3 anni di vita del bambino.  Inoltre, le spese per formazione e partecipazione a corsi di formazione, aggiornamento e master sono interamente deducibili fino ad un massimo di 10.000 euro così come sono deducibili fino a 5.000 euro le spese sostenute per percorsi di orientamento ed autoimpiego e per attività finalizzate a certificare le proprie competenze professionali. Sul fronte degli strumenti di sostegno al reddito, invece, i lavoratori titolari di Naspi possono ricevere in un'unica soluzione l'indennità di disoccupazione per avviare iniziative di lavoro autonomo.

La seconda parte del disegno di legge interviene sul lavoro agile o "smart working", il sistema che permette di svolgere prestazioni professionali lontani dalla sede aziendale attraverso l'uso delle nuove tecnologie e del digitale, tutelando la prestazione del lavoratore in "smart working" attraverso un trattamento economico che non sia inferiore rispetto a quello percepito da chi svolge la prestazione in azienda.

Notizie correlate: Calderone, professioni ordinistiche risorse per il paese - In attesa dello smart working cosa succede alle vecchie intese - Jobs Act, autonomi bene su tavolo permanente e sussidiarietà ma necessario equo compenso

0
0
1
s2smodern