Giovedì, 16 Marzo 2017 14:32

La beffa delle assunzioni con sgravio contributivo

I dati forniti dall’Inps sulle assunzioni dei giovani con contratto a tempo indeterminato attraverso l’esonero contributivo, introdotto dalla Legge di stabilità 2015, mettono in evidenza i paradossi del nostro sistema burocratico: su oltre 600 mila imprese che hanno fatto ricorso agli sgravi triennali, ben 28.591 hanno ricevuto una diffida per aver assunto nel proprio organico 42.254 dipendenti che occupavano una posizione lavorativa nel semestre precedente.

Per fruire dell’incentivo, infatti, è necessario che i soggetti da assumere non abbiano avuto un’occupazione nei 6 mesi precedenti l’atto di assunzione. Ora, quindi, nelle casse dello Stato dovranno tornare oltre 154 milioni di euro tra contributi da restituire e sanzioni da pagare.

Il problema nasce dall’assenza di una banca dati unificata tra i Centri per l’impiego regionali. Una criticità già segnalata dai Consulenti del Lavoro al Governo prima del varo del provvedimento sugli incentivi, come ha sostenuto sulle pagine del settimanale Panorama il Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, Vincenzo Silvestri. Una difficoltà evidenziata, ma ignorata.

La soluzione ora è riposta nell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, Anpal, che entro fine anno dovrebbe dare il via ad una banca dati dei centri per l’impiego italiani. A ribadirlo è lo stesso direttore generale dall’Agenzia, Salvatore Pirrone, nell’inchiesta seguita dal settimanale.  

Leggi l’inchiesta di Panorama

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