Venerdì, 11 Novembre 2016 15:59

Visco: "Conoscenza e capitale umano la sfida del Paese"

Processi produttivi lenti e formazione troppo debole. Sono questi, secondo Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia, i motivi che hanno scoraggiato in questi ultimi anni la crescita economica dell'Italia. "C'è stata una paura del cambiamento che ha reso il Paese immobile e la crisi finanziaria gli ha dato il colpo di grazia", ha sottolineato il numero uno della Banca d'Italia durante il suo intervento a "Italia digitale", la due giorni organizzata a Milano, in collaborazione con il Corriere della Sera, per parlare dell'evoluzione tecnologica che sta investendo la società, il lavoro e l'economia. 

Nell'affermare che "l'Italia è molto flessibile, ma non molto ben flessibile", Visco ha fatto riferimento all'ultimo rapporto Ocse che per i prossimi anni prevede la cancellazione del 10% degli attuali posti di lavoro a causa dello sviluppo tecnologico e della meccanizzazione di una parte significativa delle attività produttive, mentre un altro 20-25% di posti perderà una serie di caratteristiche legate al lavoro dell'uomo.

Per Visco la mancata capacità di adattarsi all'evoluzione tecnologica e l'esistenza di un tessuto produttivo costituito soprattutto da piccole imprese a conduzione familiare non ha permesso al nostro sistema economico di trasformarsi in tempo reale per rispondere adeguatamente alle nuove esigenze produttive. Questo ritardo, ha poi sottolineato, "non è solo delle imprese, ma di noi in generale, delle autorità, delle organizzazioni del lavoro, dei cittadini". C’è un problema di fondo secondo il Governatore: "il ritardo nella conoscenza che ogni italiano ha in media per vivere in questo mondo diverso". Manca una formazione continua ed  interdisciplinare, "dobbiamo imparare a imparare, saper fare, imparare a risolvere i problemi della vita quotidiana e a cooperare", il suo richiamo ad una nuova politica economica. L'incertezza verso il futuro, secondo il Governatore, si può combattere con la "conoscenza, quella che le aziende definiscono capitale umano", sviluppando quindi competenze diverse da quelle del passato.

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