Venerdì, 11 Novembre 2016 14:34

Appalti, esclusa impresa con Durc negativo in fase di partecipazione

L'azienda in possesso di Durc negativo può essere esclusa da una gara d'appalto anche se l'irregolarità viene riscontrata nel momento in cui presenta l'offerta per partecipare alla gara e non più quando si aggiudica l'appalto.

A stabilirlo è la Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 10 novembre 2016 (anticipata su Italia Oggi del 11.11.2016) che stabilisce che la direttiva Ue sugli appalti pubblici non osta al codice appalti che obbliga l’impresa aggiudicatrice ad escludere dall’appalto l’impresa a causa di violazioni in materia di pagamento dei contributi, risultanti dal Documento unico di regolarità contributiva (Durc) rilasciato dagli istituti previdenziali, se questa violazione sussiste alla data della partecipazione alla gara d’appalto, ma non sussisteva più alla data dell’aggiudicazione o della verifica d’ufficio.

La Corte rileva, infatti, che la direttiva europea sugli appalti pubblici consente agli Stati membri di determinare il termine entro il quale gli interessati devono mettersi in regola con i propri obblighi contributivi e possono procedere a regolarizzazioni a posteriori, purché il termine stabilito rispetti i principi di trasparenza e di parità di trattamento.

La sentenza, però, lascia in sospeso un aspetto ovvero una normativa italiana discriminante nei confronti delle imprese stabilite in Italia rispetto a quelle che risiedono negli altri Stati europei. Secondo il Consiglio di Stato il codice appalti chiede alle imprese europee di fornire solo documenti probatori o una dichiarazione giurata che attesti la regolarità contributiva, a differenza invece della disciplina del Durc che discrimina le aziende del Belpaese.

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