Venerdì, 27 Maggio 2016 07:48

Giovani italiani primi in Europa nell’avvio di start-up

Italia sul podio, tra i vari paesi europei, per imprenditoria giovanile. E’ il dato diffuso dalla Fondazione europea per l’occupazione, riportato sulle pagine di Italia Oggi. Quasi la metà dei giovani lavoratori di età compresa tra i 15 e i 29 anni ha messo in piedi un’attività professionale autonoma negli ultimi mesi, esattamente il doppio rispetto alla media degli altri paesi europei.

Dati che sottendono aspetti allarmanti. Secondo le rilevazioni comunitarie, infatti, la percentuale sarebbe viziata da una pratica diffusa in Italia così come in Grecia e in Romania, legata ai rapporti di lavoro dipendente regolati attraverso finti contratti di consulenza o di collaborazione straordinaria. In altre parole, anziché assumere i giovani, alcune aziende richiedono l' apertura di una partita Iva per abbattere i costi del personale e snellire le proprie strutture. Al di là di questo vizio di forma, tuttavia, la propensione dei giovani italiani verso l' imprenditoria sembra qualcosa di innegabile, in controtendenza rispetto all’aumento della disoccupazione legata alla crisi economica. Problema, questo, che si è abbattuto per lo più sui giovani tra i 15 e i 29 anni, arrivando a pesare per ben 162 miliardi di euro sul bilancio dei Paesi Ue.

Le rilevazioni della Fondazione UE hanno poi analizzato quali sono gli ostacoli, in generale, evidenziati dai giovani europei all'avvio di una nuova impresa. Per prima cosa, la mancanza di finanziamenti indicata dal 26% come vero e proprio scoglio. A seguire, la sensazione di non possedere la formazione professionale necessaria per lanciarsi nel mondo degli affari (18%) e la difficile congiuntura degli ultimi anni che rende rischioso l'avvio di una qualsiasi iniziativa (12%) C' è infine chi sostiene di non credere a sufficienza nella propria idea (8%), mentre altri sono scoraggiati dallo scarso supporto morale ricevuto in famiglia (4%).

Italia Oggi del 23/05/2016

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