Mercoledì, 27 Aprile 2016 12:24

Voucher, per Taddei la tracciabilità è sufficiente

Con l'introduzione dell'obbligo per il datore di lavoro di comunicare in anticipo, via sms o e-mail, da quando e per quante ore si avvarrà di una prestazione lavorativa con voucher si porrà fine a fenomeni di abusivismo ed illegalità. Ne è convinto il responsabile economico del PD, Filippo Taddei, che nell'intervista dello scorso 26 aprile a Repubblica ha sottolineato come non occorra cambiare la legge che, dopo le modifiche introdotte dal Jobs Act, rappresenta "un incentivo all'emersione graduale del lavoro nero".

Secondo Taddei è indispensabile, invece, obbligare il datore di lavoro alla tracciabilità del voucher comunicando in anticipo per quante ore si avvarrà del lavoratore per evitare che ne denunci meno. Nonostante il report dell'Osservatorio sul lavoro accessorio dell'Inps, che ha indicato 115,1 milioni di voucher venduti nel 2015, un vero bilancio sull'uso dei buoni lavoro, per Taddei, arriverà solo dopo il 16 maggio c.a., quando l'Istituto renderà noti i risultati di un'indagine effettuata per capire quanti lavoratori esistevano anche prima dei ticket e quanti lavorano oggi solo con i voucher.
Negativa anche la proposta del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, di ritornare alla Legge Biagi, delimitando il campo di applicazione ad "attività lavorative meramente occasionali" e riducendo il limite di utilizzo dai 7.000 euro attuali ai 5.000 euro annui. Ipotesi che per il Governo comporterebbe il rischio di "perdere alcune categorie".
La tracciabilità, dunque, sembra sufficiente.

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