Lunedì, 14 Marzo 2016 08:22

Costi e rischi delle dimissioni online

La nuova modalità di consegna delle dimissioni è un'operazione rischiosa per il lavoratore, le aziende e lo Stato. Sul IlFattoquotidiano.it viene riepilogata la procedura telematica che il lavoratore deve seguire, se decide di non affidarsi ad un intermediario, ma anche i rischi ed i relativi costi che possono derivarne. "Spesso il lavoratore rassegna le dimissioni all’azienda, ma poi non completa l’iter – spiega il Presidente della Fondazione Studi, Rosario De Luca – C’è chi litiga con il capo e non si fa più vedere, chi torna improvvisamente al Paese d’origine. Esiste una bibliografia clamorosa sugli abbandoni del lavoro da parte di cittadini extracomunitari“, che interessa circa 70mila casi l'anno. Finora per questi casi bastava chiedere al lavoratore una conferma delle sue dimissioni e, in caso di mancata risposta, vigeva la regola del silenzio assenso per rinunciare definitivamente al posto. Ora con le nuove regole si obbliga il lavoratore a completare la procedura, ma senza sanzionarlo. Ma, come fa notare De Luca, "se il lavoratore non completa la procedura e, per esempio se ne va all’estero all’improvviso, l’impresa non può fare altro che licenziarlo. Con tutta una serie di costi”. Dal sussidio di disoccupazione, la Naspi, che lo Stato deve al lavoratore licenziato, al ticket licenziamento, che deve pagare il datore di lavoro, ai costi che il lavoratore deve sostenere per far seguire la procedura ad un patronato o ad altri soggetti abilitati.

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