Martedì, 02 Dicembre 2014 10:27

Delega fiscale pubblicata in GU n.277/14, molte le novità

Il Dlgs n. 175 del 21 novembre 2014  è stato pubblicato in “GU” n. 277 del 28 novembre 2014

Il provvedimento introduce in via sperimentale la dichiarazione dei redditi precompilata, oltre ad una serie di novità che riguardano persone fisiche, società e rimborsi d’imposta.

Scadenze per la precompilata

Entro il 28 febbraio di ciascun anno (2.3.2015) banche, assicurazioni, enti previdenziali e forme previdenza complementare dovranno comunicare ad Agenzia entrate gli oneri deducibili e detraibili dei contribuenti (riferiti all’anno precedente)

Entro il 7 marzo di ciascun anno (9.3.2015) i datori o gli intermediari dovranno spedire ad Agenzia entrate la certificazione unica (CU)

Entro il 15 aprile l’Agenzia delle entrate renderà disponibile la dichiarazione dei redditi precompilata dei lavoratori dipendenti.

Rimborsi Iva

Dal prossimo 13 dicembre sarà innalzato a 15 mila euro, dagli attuali 5mila euro, l’ammontare dei rimborsi Iva eseguibili senza alcun adempimento, contrariamente a quanto finora in vigore per i rimborsi superiori ai 5 mila euro, per i quali era necessario l’acquisto del visto di conformità sulla dichiarazione annuale o sul modello TR da cui emergeva il credito. Dunque, fino ad un credito Iva di 15 mila euro per il rimborso è sufficiente presentare la dichiarazione Iva.

Per i rimborsi che superano la soglia dei 15mila euro, inoltre, non si deve prestare più la garanzia, salvo i casi che risultano molto rischiosi per gli interessi erariali. I rimborsi effettuati dall’agente della riscossione devono ricomprendere anche gli eventuali interessi maturati, senza che vi sia una specifica richiesta da parte del contribuente.
Confermate anche le sanzioni (comprese imposte e interessi) per professionisti e intermediari abilitati che invieranno la dichiarazione con il visto infedele.

Dichiarazione di successione

Dal prossimo 13 dicembre la dichiarazione di successione non dovrà più essere presentata se l’attivo ereditario non supera i 100mila euro.

 

IL NUOVO 730 A RISCHIO INCOSTITUZIONALITA’

Pubblicato il Decreto Legislativo sulle semplificazioni tributarie che entrerà in vigore il prossimo 13 dicembre. Tra i provvedimenti,  spicca la rivoluzione del 730 fai da te, ovvero il modello reddituale per dipendenti e pensionati che verrà recapitato direttamente compilato a domicilio del contribuente. Una rivoluzione, però, che non convince i professionisti visto che diversi saranno i dati che potrebbero non essere inclusi nella dichiarazione reddituale precompilata obbligando, il contribuente, a non accettarla e modificarla prima di trasmetterla all’Agenzia delle Entrate.

Per il 2014,  nelle precompilate che il fisco invierà ai contribuenti mancheranno le spese mediche visto che il recupero dei dati sul sistema tessera sanitaria decorrerà dalle spese effettuate nell’anno 2015, ci troveremo sicuramente di fronte alla quasi totalità dei modelli 730 che necessiteranno di modifiche e rivisitazioni da parte dei Caf e degli intermediari autorizzati. E qui, chiaramente, nascono i problemi considerato che il decreto semplificativo ritiene veritiere, e senza margine di errore, le dichiarazioni precompilate mentre, di contro, metterà al setaccio quelle integrate. Questo si desume dalla portata del provvedimento, che comunque rimanda ad un ulteriore atto dell’Agenzia che ne adegui i contenuti,visto che la dichiarazione modificata oltre ad essere passibile di verifica dovrà  essere, altresi, dotata del visto di conformità e se errata produrrà l’addebito di sanzioni ai Caf ed ai professionisti abilitati che presteranno assistenza fiscale al contribuente.

Ma come avverrà tutto ciò? Se la trasmissione per mezzo del sostituto d’imposta non creerà alcun problema, visto che non si prevedono modifiche, con la delega ai Caf e professionisti il discorso cambia. Considerato obbligatorio il visto di conformità, in caso di controllo da parte dell’Agenzia con una liquidazione a debito rispetto al modello 730 presentato, il professionista intermediario diventa responsabile nei confronti dell’Erario del pagamento della maggiore imposta liquidata, delle sanzioni e degli interessi emersi dal controllo. In pratica chi paga, secondo il decreto è il professionista, applicando poi il diritto di rivalsa nei confronti del contribuente, ma limitatamente alle imposte e gli interessi. Se lo stesso professionista, invece, trasmette dichiarazione integrativa entro il 10 novembre, la responsabilità si limita al solo importo delle sanzioni. Il tutto, però, attenuato dalla portata dell’infedeltà del visto rilevata in sede di controllo fiscale: se lo stesso, infatti, è stato determinato da dolo o colpa grave del contribuente il professionista, ovvero il Caf intermediario, non ne sarà responsabile e l’addebito del maggior importo dovuto, ivi comprese sanzioni ed interessi, ritornerà in capo al contribuente in malafede.

Ma come si farà ad accertare tali responsabilità del contribuente? Basterà un atto notorio consegnato al professionista intermedario con cui il contribuente attesti la veridicità dei documenti consegnati al professionista? Saranno tutti argomenti, si presume, che troveranno risposta negli atti (circolare) dell’Agenzia delle Entrate, perché se è vero che la responsabilità passa dall’intermediario, è anche vero che la stessa deve prevedere un inadempimento proprio, un errore nella dichiarazione, ma che non dipenda dalla natura dei dati forniti, anche in modo documentale, da contribuente. Anche se, a guardare la norma, il profilo di incostituzionalità è dietro l’angolo nel momento in cui la responsabilità tributaria passa dal contribuente ad un soggetto terzo. 

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