Lunedì, 30 Settembre 2019 17:43

Investire nelle politiche attive per combattere la disoccupazione di lungo periodo

Investire in percorsi di riaccompagnamento al lavoro per i disoccupati per impedire che il reddito di cittadinanza si trasformi in una misura puramente assistenziale. Questo, in sintesi, il messaggio diffuso dalla Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, in occasione del convegno “Combattere la disoccupazione di lungo periodo: il ruolo della società civile organizzata”, organizzato a Roma in collaborazione con l’Osservatorio del mercato del lavoro (OML) del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE). L’evento ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Presidente INPS Pasquale Tridico, il quale ha sostenuto la necessità di investire nella scuola, nella formazione continua e nelle competenze per superare la disoccupazione di lunga durata e non restare indietro.

Calderone ha posto l’accento soprattutto sulla spesa in politiche passive sostenuta da un paese come il nostro che non ha né la disponibilità né la convenienza ad aderire su base volontaria a programmi di politica attiva del lavoro. I servizi per l’impiego pubblici italiani sono dotati di poco personale e scarsi investimenti, incentivando così il disoccupato a scegliere la strada più conveniente: fruire del sussidio di politica passiva. “Per rendere sostenibile la spesa in sussidi passivi di disoccupazione – ha dichiarato la Presidente – servirebbe un piano di investimenti in politiche attive del lavoro rivolte ai percettori di NASpI, l’indennità di disoccupazione che ogni anno interessa 1,5 milioni di persone”. In Italia, infatti, non esiste uno strumento specifico per limitare la spesa in sostegni alla disoccupazione e le misure e risorse rivolte al reimpiego dei percettori dell’assegno di ricollocazione sono state dirottate sui beneficiari del reddito di cittadinanza che risultino avviabili al lavoro. “La vera sfida – ha suggerito la Presidente – è evitare che il reddito di cittadinanza diventi una misura assistenziale, soprattutto al Sud. Per far questo, è necessario produrre quel match tra la politica di sostegno e gli interventi di riaccompagnamento al lavoro”. Un ruolo importante nel favorire l’occupazione è svolto dai Consulenti del Lavoro, che assistono 1,5 milioni di imprese e gestiscono 8 milioni di rapporti di lavoro e possono contribuire ad un migliore incrocio fra domanda e offerta di lavoro anche grazie a Fondazione Consulenti per il Lavoro, agenzia per il lavoro del Consiglio nazionale dell’Ordine.

 

 

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