Martedì, 03 Dicembre 2019 14:34

Disparità occupazionali uomo-donna superiore al 25%

Pubblicato, nella sezione "Normativa" del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Decreto Interministeriale del  Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, n. 371 del 25 novembre 2019 che individua - per l'anno 2020 - i settori e le professioni caratterizzati da un tasso di disparità, in termini occupazionali, uomo-donna che supera almeno il 25%. I dati pubblicati - si legge nel decreto - sono stati calcolati sulla base dei dati ISTAT calcolati sulla media per l’anno 2018. Tale determinazione è importante perchè necessaria per la corretta applicazione dello sgravio per l’assunzione di lavoratrici introdotto dalla legge Fornero (legge n. 92/2012) nel settore privato, pari al 50%, per l’assunzione di donne di ogni età e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Guardando i dati (allegato A) si evince che la disparità è maggiore nel settore industria. In particolare nel comparto delle costruzioni (84,2%), acqua e gestione rifiuti (73,1%), industria estrattiva (69,6%). Nel settore dei servizi, invece, dati elevati si riscontrano nel trasporto e magazzinaggio (56,3%), informazione e comunicazione (38,8%) e servizi generali della PA (30,1%). Infine, nel settore agricolo, la disparità uomo-donna si attesa al 47,3%. In ogni caso, tenendo conto anche dei settori con disparità uomo-donna con tasso inferiore al 25%, il tasso medio per il 2018 è pari al 9,3%, in rialzo rispetto al 2017 (9,2%). Per quanto concerne, invece, le professioni (allegato B) viene riscontrata una disparità pari al 96,8% per i conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento. La professione che meno risente della disparità è lo specialista della salute, con una percentuale dell’11,7%.

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