Martedì, 03 Dicembre 2019 12:36

Dall'ex-Ilva all'equo compenso: gli interventi attesi dal Paese

Ex-Ilva, salario minimo, rappresentanza sindacale, equo compenso e manovra 2020: sono i temi affrontati dal Segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Francesco Duraccio, intervenuto lo scorso 22 novembre a “L’approfondimento”, il programma di Rete Sole. Per Duraccio “c’è solo da perdere” con la chiusura dell’ex colosso dell’acciaio, perché la spesa pubblica in ammortizzatori sociali aumenterebbe a dismisura, mentre sul salario minimo “la finalità è condivisa e condivisibile” ma il costo del lavoro, fra diretto e indiretto, potrebbe aumentare, secondo le stime dei Consulenti del Lavoro, di 12 miliardi di euro. Occorre, dunque, “mettere in condizione il datore di lavoro di adeguare le retribuzioni senza incidere sui costi con un abbattimento strutturale del cuneo fiscale”.

Sulla rappresentanza sindacale, invece, serve certezza del diritto: “i tempi sono maturi per intervenire normativamente al fine di stabilire criteri certi di misurazione della rappresentatività”, ha sottolineato il Segretario. Fra gli argomenti affrontati anche le difficoltà nell’applicazione del principio dell’equo compenso e la mancata attenzione al lavoro autonomo, che risulta penalizzato dalle norme del decreto fiscale collegato alla manovra 2020, nella quale, peraltro, manca uno sforzo deciso verso il superamento dei divari infrastrutturali e la promozione degli investimenti in politiche attive del lavoro.

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