Venerdì, 22 Novembre 2019 11:53

Solidarietà degli appalti: interviene l’INL

Con la nota n. 9943 del 19 novembre, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro interviene sul termine entro cui è possibile far valere la responsabilità solidale del committente per debiti contributivi, alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione.  L’art. 29, comma 2, del D. Lgs. n. 276/2003 – ricorda l’INL – sancisce infatti che, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente è obbligato in solido con l'appaltatore ed eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di TFR, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.

Al riguardo, la Cassazione ha recentemente affermato che il regime decadenziale dei due anni trova applicazione esclusivamente all’azione esperita dal lavoratore. La Corte ricorda infatti che il rapporto di lavoro e il rapporto previdenziale, per quanto connessi, sono tra loro distinti, atteso che l’obbligazione contributiva, facente capo all’Inps, a differenza di quella retributiva deriva dalla legge, ha natura pubblicistica e risulta pertanto indisponibile. Anzi - evidenzia la Corte - l’applicazione estensiva del termine decadenziale porterebbe a un effetto contrario rispetto a tale assetto normativo, ovvero al mancato soddisfacimento dell’obbligo contributivo solo perché l’ente previdenziale non ha azionato la propria pretesa nel termine di due anni dalla cessazione dell’appalto. Dunque, la pretesa relativa agli obblighi contributivi risulta soggetta alla sola prescrizione prevista dall’art. 3, comma 9, della l. n. 335/1995.

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