Lunedì, 05 Agosto 2019 13:35

Reddito di cittadinanza anche con le dimissioni

Le dimissioni non fanno perdere il diritto al reddito di cittadinanza (Rdc). È questa una delle numerose novità illustrate dall’Inps con la circolare n. 100/19 che integra le indicazioni già fornite con la circolare n. 43/19 a seguito delle novità introdotte con la conversione in Legge n. 26/19 del d.l. n. 4/19. È dunque venuta meno l’esclusione dal Rdc, prevista dal decreto legge prima della conversione, per i nuclei familiari che abbiano tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, con riferimento ai 12 mesi successivi alla data delle dimissioni e fatte salve le dimissioni per giusta causa. La legge di conversione, infatti, limita l’esclusione al solo componente disoccupato che abbia presentato le dimissioni volontarie, riducendo nella misura di 0,4 punti il parametro della scala di equivalenza. Inoltre - si spiega -, la pensione di cittadinanza è concessa anche qualora il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza (come definite ai fini ISEE), indipendentemente dall’età di tali soggetti.

Tra le principali modifiche si segnala anche la preclusione a richiedere il beneficio se il richiedente è sottoposto a misura cautelare personale o sia stato condannato, in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta. Il requisito del patrimonio immobiliare, inoltre, va verificato su quello esistente non solo in Italia, ma anche all’estero e, in relazione al patrimonio mobiliare, va considerato l’incremento dei relativi massimali per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza, come definita a fini ISEE, presente nel nucleo. I cittadini di Stati non appartenenti all'UE devono, infine, produrre un’apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero sui requisiti di reddito e patrimoniali, nonché sulla composizione del nucleo familiare per poter fare richiesta del beneficio. La norma prevede che la certificazione debba essere presentata in una versione tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana (che ne attesta la conformità all'originale).Lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, durante l’erogazione della prestazione, è compatibile con il Rdc. Pertanto, i redditi derivanti dallo svolgimento della suddetta attività di lavoro dipendente e/o autonomo devono essere comunicati all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Info dai Consulenti del Lavoro.

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