Venerdì, 18 Gennaio 2019 11:37

Rdc e quota 100: via libera del CdM al Decreto Legge

Via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto Legge su reddito di cittadinanza e quota 100 nella riunione del 17 gennaio. In attesa del testo del Decreto Legge, secondo quanto riportato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi e nelle slide pubblicate sul sito del governo,  sarà possibile accedere alle nuove misure dal prossimo aprile. Il reddito di cittadinanza sarà denominato “pensione di cittadinanza” nel caso di uno o più componenti con età pari o superiore a 67. Tra le misure varate anche l’estensione di “Opzione donna”, il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita per i lavoratori precoci, la proroga dell’APE sociale, il riscatto agevolato della laurea e di periodi non coperti da contribuzione, disposizioni in materia di pagamento del TFR, l’istituzione del “Fondo bilaterale per il ricambio generazionale”.

REDDITO E PENSIONE DI CITTADINANZA

I requisiti: ISEE inferiore a 9.360 euro, un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro e del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, accresciuto di euro 2.000 per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro, incrementabile di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo. I massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilità. Ulteriori vincoli per il reddito familiare, la disponibilità di veicoli e la compatibilità con NASpI e altre forme di sostegno al reddito.

Importo e durata dell’assegno: l’assegno, di ammontare tra i 480 e i 9.360 euro annui, sarà riconosciuto dall’Inps ed erogato tramite un’apposita “carta Rdc” per un massimo di 18 mesi con possibilità di rinnovo.

Il reinserimento lavorativo: parte integrante dell’accesso al beneficio sarà la sottoscrizione di un Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale per partecipare a specifiche iniziative formative. Il beneficiario non potrà rifiutare le offerte di lavoro proposte dai Centri per l’impiego in base a specifici requisiti di distanza e di durata del periodo di disoccupazione, pena l’esclusione dal programma di sostegno.

Gli incentivi alle imprese: sotto forma di esoneri contributivi per le aziende che assumeranno il beneficiario di Rdc a tempo pieno e indeterminato, nonché per i beneficiari che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione.

Le sanzioni: reclusione da 2 a 6 anni in caso di dati e notizie falsi con dolo, oltre alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo.

QUOTA 100

I beneficiari: soggetti con almeno 62 anni e un’anzianità contributiva di 38 anni. Non sono previste penalizzazioni ma l’assegno sarà ovviamente inferiore a quello che si percepirebbe senza il ritiro anticipato. Sarà possibile andare in pensione in anticipo anche con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

Tempistiche: in prima applicazione, dal 1°aprile 2019 per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2018; dal 1° agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto; dal prossimo 1° settembre (inizio dell’anno scolastico) per i lavoratori della scuola.

(FONTE: SITO UFFICIALE DI PALAZZO CHIGI WWW.GOVERNO.IT)

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