Lunedì, 15 Ottobre 2018 12:40

Tanti laureati in segmenti dove non c’è occupazione

Dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro ,una recente indagine che mostra il distacco tra l’offerta formativa universitaria italiana e l’effettiva occupabilità dei laureati, evidenziando i percorsi di laurea che non garantiscono l’accesso al mondo del lavoro.

Quali sono i percorsi universitari più attenti alle esigenze del mercato del lavoro? E quanto il livello di istruzione influisce sulla partecipazione dei più giovani in termini di continuità e redditività? Questi alcuni degli interrogativi che moltissime famiglie si pongono prima di investire nella formazione universitaria dei propri ragazzi e a cui dà risposta l’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro con l’indagine “Quale laurea dà maggiori opportunità occupazionali? L’analisi dei laureati trentenni in Italia”. Uno studio che fotografa chiaramente il divario tra l’offerta formativa dei laureati italiani e la loro effettiva occupabilità, mostrando un Paese che continua a produrre tantissimi giovani altamente formati in segmenti di mercato dove non c’è più occupazione.

L’analisi dell’Osservatorio si focalizza sulla posizione nel mercato del lavoro di giovani laureati, di età compresa fra i 30 e i 39 anni, e studia le dinamiche occupazionali ricorrendo a tre diversi indicatori: la variazione nel tempo dello stock di laureati trentenni nelle varie classi di laurea del sistema universitario italiano; l’effettiva quota di occupati sul totale dei laureati; il tasso di sovra istruzione dei laureati per classi di laurea. Degli oltre 1,7 milioni di trentenni laureati residenti in Italia il 19,5% (pari a 344 mila persone) è privo di un’occupazione, mentre un ulteriore 19% (circa 336 mila) lavora in posizioni professionali che non richiedono la laurea. Il restante 61,5%, invece, lavora mettendo a frutto il titolo di studio conseguito. Dai dati emerge, inoltre, che nel 2017 il tasso di occupazione dei trentenni laureati (81,3%) è superiore di 8 punti percentuali rispetto ai giovani diplomati di pari età e arriva a 24 punti percentuali rispetto ai trentenni con la sola licenza media. Le prospettive occupazionali, quindi, migliorano per gli individui che hanno raggiunto almeno un titolo secondario superiore e sono massime per coloro che raggiungono un titolo universitario. Il vantaggio in termini occupazionali nel possedere un livello di istruzione più elevato è più marcato per le donne trentenni, specie nel Mezzogiorno. L’indagine completa è reperibile sul sito www.consulentidellavoro.it.

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