Martedì, 30 Ottobre 2018 16:20

Corte UE: da limitare l'abuso del tempo determinato

Il contratto a termine non può durare all’infinito, neanche nel settore pubblico. A statuire il principio è la Corte di Giustizia dell’Unione europea nella sentenza del 25 ottobre 2018 relativa alla causa C-331/17.La questione nasce da una causa promossa da unalavoratrice della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma che chiedeva la trasformazione dei suoi diversi contratti di lavoro a termine, stipulati in successione tra il 2007 e il 2011, in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ritenendo di essere stabilmente inserita nell'organico e di aver svolto negli anni le stesse funzioni di quelle attribuite al personale assunto a tempo indeterminato.

La Corte d’appello di Roma, alla quale la lavoratrice aveva presentato ricorso contro la decisione del Tribunale di primo grado, ha chiamato in causa la Corte europea chiedendo se vi fosse un contrasto fra le norme comunitarie e le norme italiane. Il D.L. n. 64/2010 specifica infatti che ai settori dello spettacolo e della cultura non si applicano le disposizioni dell’articolo 1, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 368/2001, ovvero le norme che disciplinano l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato. Invece, secondo la clausola 5 dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999, gli Stati membri devono adottare misure di prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, senza alcuna esclusione.

La Corte europea statuisce, dunque, che la normativa comunitaria osta ad una normativa nazionale come quella in esame “qualora non esista nessun’altra misura effettiva nell’ordinamento giuridico interno che sanzioni gli abusi constatati in tale settore”. E ciò vale anche se le fondazioni lirico-sinfoniche sono enti di diritto pubblico, poiché il perdurare di contratti a termine non è giustificato né da esigenze di contenimento della spesa pubblica né dal fatto che l’assunzione nel settore pubblico debba avvenire tramite concorso, poiché il rinnovo dei contratti a termine non sembra aver risposto a mere esigenze provvisorie del datore di lavoro. Di conseguenza, anche quando il datore di lavoro è una fondazione lirico-sinfonica, bisogna che i contratti a termine e i rinnovi abbiano una durata massima.

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