Giovedì, 11 Ottobre 2018 15:10

Licenziamenti collettivi: rispettare professionalità equivalenti

L'individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità nell' ambito dei licenziamenti collettivi, ai sensi della Legge n.223/1991, deve essere effettuata sulla base del concetto di professionalità equivalente, ovvero quel "complesso di attitudini, prerogative e potenzialità in grado di differenziare ovvero di omologare qualitativamente le professionalità rispetto alle mere differenze delle mansioni svolte". A stabilirlo è la Corte di Cassazione nella sentenza n. 23347/2018.

Nel caso in esame, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una lavoratrice licenziata in seguito alla soppressione del suo reparto, che contestava la mancata ricollocazione in un'altra unità produttiva alla luce della comparazione del proprio profilo professionale con quello di altri addetti. Per la Suprema Corte, infatti, non può essere ritenuta legittima la scelta di licenziare dei lavoratori solo perché impiegati in un reparto soppresso o ridotto. Occorre infatti che tali professionalità non siano equivalenti a quelle di addetti in altri reparti, prestando particolare attenzione ai criteri di scelta nei licenziamenti collettivi e tenendo conto, peraltro, che l' onere di dimostrare la "non equivalenza" professionale è posto in capo al datore di lavoro.

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