Giovedì, 12 Luglio 2018 11:14

Distacco dei lavoratori, la nuova riforma UE

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 9 luglio 2018 la direttiva UE 2018/957 che modifica la direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi. Gli Stati membri dell'Unione europea hanno tempo fino al 31 luglio 2020 per recepire la riforma.

La prima novità della nuova direttiva riguarda la durata massima del distacco, fissata a 12 mesi con possibilità di proroga per ulteriori 6 mesi. Al termine dei 12 mesi, per il principio di parità di trattamento, al lavoratore distaccato devono essere garantite tutte le condizioni di lavoro e occupazione dello Stato in cui si svolge la prestazione di lavoro. Se il distacco ha una durata superiore a 12 mesi, "gli Stati membri ospitanti - specifica la direttiva - dovrebbero assicurare che le imprese che distaccano lavoratori nel loro territorio garantiscano agli stessi una serie aggiuntiva di condizioni di lavoro e di occupazione applicabili in via obbligatoria ai lavoratori nello Stato membro in cui il lavoro è svolto. Tale periodo dovrebbe essere prorogato qualora il prestatore di servizi presenti una notifica motivata".

Durante il distacco, inoltre, i lavoratori sono destinatari delle norme del Paese ospitante in materia di retribuzione così come hanno diritto a godere delle condizioni di alloggio e delle indennità o dei rimborsi a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio, in quanto lontani da casa per motivi professionali.

La definizione di retribuzione - specifica la direttiva - rientra nella sfera di competenza degli Stati membri ed è determinata dalla normativa e/o dalle prassi nazionali dello Stato in cui il lavoratore è distaccato. Gli Stati membri sono, inoltre, tenuti a pubblicare gli elementi costitutivi della retribuzione e le altre condizioni di lavoro e di occupazione su un sito web ufficiale nazionale, ai fini della trasparenza e della certezza giuridica.

Leggi la direttiva

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